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il caso giglio/2 

Due patteggiamenti per spaccio di cocaina da otto e sei mesi

Due patteggiamenti per spaccio di cocaina da otto e sei mesi

GROSSETOPer due imputati il procedimento imperniato su Stefano Giglio si è fermato già ieri pomeriggio. Il giudice Giovanni Muscogiuri ha accettato il patteggiamento concordato tra Procura e difesa...

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GROSSETO

Per due imputati il procedimento imperniato su Stefano Giglio si è fermato già ieri pomeriggio. Il giudice Giovanni Muscogiuri ha accettato il patteggiamento concordato tra Procura e difesa per due imputati di spaccio.

Gerardo D’Errico, 42 anni, grossetano, era accusato di aver ceduto due volte cocaina a una donna, il 16 e il 17 giugno 2016 (un grammo la prima volta e mezzo, per 40 euro, la seconda). Ha patteggiato 8 mesi, ha numerosi precedenti. Hicham El Hammoumi, 33 anni, nativo di Firenze, ha patteggiato 6 mesi e 1.200 euro (pena sospesa): era accusato di numerosi episodi di spaccio alla stessa donna, tra il 6 maggio e il 10 maggio 2016 (in alcuni giorni anche due o tre volte), quantitativi di cocaina variabili tra la dose e i dieci grammi, a prezzi compresi tra i 20 e i 650 euro.

Altri due imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste dall’accusa di favoreggiamento delle indagini: hanno scelto il rito abbreviato.

Le indagini si erano svolte anche mediante intercettazioni telefoniche e analisi dei tabulati telefonici. Quando Giglio fu messo ai domiciliari, poco dopo aver terminato il turno, intervennero i suoi stessi colleghi insieme ai carabinieri del nucleo investigativo che avevano svolto gli accertamenti. Il poliziotto era arrivato a Grosseto da Firenze nel 2003. Ha una passione smisurata per la palestra e il culturismo. Già qualche anno fa era rimasto coinvolto in una vicenda analoga quando prestava servizio a Firenze. Nel 2000 era già stato arrestato quando prestava servizio alla polizia nel capoluogo toscano. Finì in carcere nell’ambito dell’operazione cosiddetta Brancaleone, con 42 misure cautelari di cui oltre 30 in carcere, quasi tutte eseguite, per un’associazione dedita al traffico di coca, hashish e marijuana, con legami con la ’ndrangheta. L’agente prestava allora servizio all’ottavo reparto mobile: per l’accusa spacciava coca nell’ambiente legato al giro dei buttafuori delle discoteche e anche dei calcianti del calcio storico in cui aveva militato, nella squadra dei Rossi di Santa Maria Novella, ambienti dove si era incentrata l’inchiesta. Dopo aver scontato la condanna fu reintegrato, nel 2003, nella polizia e prese servizio a Grosseto nella squadra Volante. — P.S.

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