Il Tirreno

Grosseto

Roccatederighi 

Ultimatum da 18 famiglie «Fiora deve ridarci l’acqua»

GABRIELE BALDANZI

Prima sporca, adesso inesistente: protestano i privati della condotta Cerbaie Per venti anni la manutenzione era stata garantita dall’operaio del Comune

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ROCCATEDERIGHI

Dopo un anno di problemi idrici – prima l’acqua sporca, poi rubinetti a secco – ora diciotto famiglie minacciano di portare in Tribunale Acquedotto del Fiora. È la storia, paradossale, che sgorga dall’acquedotto privato “Le Cerbaie”, nella campagna di Roccatederighi, un gruppo di cittadini che lamenta enormi difficoltà nella fornitura di acqua potabile. Decine di chiamate al numero verde, diversi interventi compiuti dagli operai incaricati, non hanno portato alla risoluzione del problema. A guidare la protesta sono Gunther Massury e Christoph Schwarz, che hanno scelto l’Alta Maremma anni fa, per vivere in tranquillità, a contatto con la natura. Rifuggono i riflettori ma stavolta il disagio è insopportabile.

«Questa condotta privata – spiega Christoph – è stata realizzata nel 1988 e per quasi trent’anni non si sono mai verificati problemi di alcun genere nella fornitura dell’acqua; fino a un anno fa, ottobre 2017, quando dai nostri rubinetti hanno iniziato a uscire alghe verdi e terra. Abbiamo subito segnalato il problema al Fiora e la società, va detto, è intervenuta più volte senza però individuare la causa, da ricercare, semplicemente, in una mancata manutenzione ordinaria del deposito principale». Peccato che il deposito si trovi in fondo alla galleria di un ex miniera abbandonata, in località Fossato. Qui, da sempre, l’acqua buona di una sorgente viene raccolta in una cisterna e poi convogliata – attraverso una condotta che scorre lunga la galleria – fino alla vasca da cui inizia l’acquedotto privato delle Cerbaie. Se la cisterna non viene regolarmente ispezionata e pulita sabbia e alghe si depositano e poi arrivano nelle case.

Quando il Comune di Roccastrada era ancora responsabile della rete l’intero sistema veniva controllato e ripulito ogni due anni. Ora non più. Entrare nella miniera del Fossato, come faceva un tempo Remo Fabbri, colui che più di 20 anni fa, per conto del Comune, effettuò l’ultima manutenzione della vasca e della condotta, introducendosi nella galleria del Fossato, è diventato pericoloso. Il deposito stesso ha delle perdite e Fiora, negli anni – secondo gli utenti delle Cerbaie – si è “dimenticata”. A inizio 2018 le diciotto famiglie hanno di nuovo evidenziato il disservizio, prima al sindaco di Roccastrada, poi al settore tecnico del Fiora. «Parlammo più volte con l’ingegner Fabio Montomoli – racconta ancora Christoph – e Fiora, alla fine, decise di installare un filtro all’inizio del nostro acquedotto. Un piccolo filtro che ha effettivamente risolto il problema dell’acqua marrone, ma ne ha creato uno più grande. Si sporca infatti ogni settimana e non permette il passaggio dell’acqua in quantità sufficiente a garantire il nostro fabbisogno. A maggio ci fu promessa la totale pulizia dei depositi, compresa la tubazione, oltre al montaggio di un nuovo filtro autopulente, più grande, ma si sono rivelate chiacchiere». Sono passati altri sei mesi e l’acqua, alle Cerbaie, continua ad arrivare col contagocce. «Un paio di volte a settimana – conclude Gunther Massury – rimaniamo senz’acqua. A questo punto abbiamo deciso di dare al Flora un ultimatum: ancora trenta giorni di tempo dal ricevimento della nostra ultima missiva, poi avvieremo un’azione legale». Tra la fine di settembre e il 10 novembre sono state effettuate 12 chiamate, in giorni diversi, al numero verde di Fiora guasti. – GABRIELE BALDANZI

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