Il Tirreno

Grosseto

castiglione della pescaia 

I giovani incontrano Impastato nel ricordo del fratello Peppino

I giovani incontrano Impastato nel ricordo del fratello Peppino

Domenica la presentazione del libro “Oltre i cento passi”, illustrato da Vauro Pagine che raccontano la lotta alla mafia del giovane ucciso il 9 maggio del 1978

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

Domenica alle 17 all’interno dell’auditorium delle scuole medie di via Kennedy, Castiglione della Pescaia incontra Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978.

Il suo libro “Oltre i cento passi”, edito da Piemme, ed arricchito dalle illustrazioni di Vauro, offrirà l’occasione di confrontarsi e conoscere, entrando nel profondo del problema, cosa è successo quaranta anni fa. L’incontro sarà moderato dall’antropologo Paolo Pisani e dallo scrittore Carlo Legaluppi.

Oggi sempre nella stessa location, a cura dell’Unitrè della cittadina costiera, a partire dalle 16, è in programma un prologo con la presentazione del progetto letteratura e immagini “I cento passi” di Marco Tullio Giordana.

Lunedì, Impastato, assieme all’assessore alla cultura Susanna Lorenzini e al professor Marcello Campomori incontreranno gli studenti dell’istituto comprensivo Orsino Orsini, un appuntamento atteso dai ragazzi che attraverso la testimonianza di chi ha vissuto in una famiglia mafiosa e ha avuto il coraggio di cambiare rotta, ha segnato un importante momento della storia contemporanea italiana. “Oltre i cento passi” inizia a ricostruire i fatti dalla primavera del 1977 quando Peppino Impastato, insieme a un gruppo di amici, inaugura Radio Aut, una radio libera nel vero senso della parola. Da Cinisi, feudo del boss Tano Badalamenti, e dall’interno di una famiglia mafiosa, Peppino scuote immediatamente la Sicilia, denunciando i reati della mafia e l’omertà dei suoi compaesani. Una voce talmente potente che poco più di un anno dopo, la notte tra l’8 e il 9 maggio, viene fatta tacere per sempre. Giovanni Impastato fa il punto della situazione sulle mafie dopo che suo fratello Peppino ne è stato vittima.

«Il viaggio che si compie leggendo “Oltre i cento passi” - dice Susanna Lorenzini – lo si porta avanti seguendo una descrizione precisa di tutte i fatti. Peppino era nato in una famiglia mafiosa, ma ha cominciato a combatterla a soli quindici anni, dopo la morte dello zio Cesare Manzella capomafia di Cinisi; quando insieme a un gruppo di amici andò a vedere il luogo in cui era morto lo zio e rimasto profondamente impressionato affermò: “Se la mafia è questa, io la combatterò per tutta la vita”. Peppino Impastato fu coerente con il suo pensiero e la sua battaglia è andata avanti consecutivamente per quindici anni».

«Quello che dobbiamo fare come amministratori, ma soprattutto da cittadini – conclude Susanna Lorenzini – è combattere questo fenomeno salvaguardando la legalità, diffondere questo principio, soprattutto facendolo apprendere alle nuove generazioni e un incontro diretto con una persona che ne è testimone diretto, servirà a dare un ulteriore impulso prezioso ai ragazzi e a tutti i castiglionesi». —



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