Il Tirreno

Grosseto

in via cavour 5/a 

Sergio, il liutaio che fa vibrare anche le corde dell’anima

SARA LANDI
Sergio, il liutaio che fa vibrare anche le corde dell’anima

Presidente dell’associazione  Jacaranda Musica, recupera  e costruisce strumenti  ed è esperto di musicoterapia, biomusica e psicacustica 

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GROSSETO

Artigianato, cultura, promozione del benessere psicofisico, tutto in un unico progetto e nel segno della musica. In via Cavour 5/a nasce grazie al progetto Pop up la nuova sede dell’associazione culturale Jacaranda Musica formata dal presidente Sergio Chiesura, dal vicepresidente Gabriele Gori e dal segretario Federico Mattera. La loro è un’officina dei suoni dedicata alla musica a 360 gradi che prende il nome da un legno pregiato usato in liuteria. «Faccio il liutaio dal 1996 – spiega Sergio – e avevo un’attività simile a questa in centro a Roma. Mi sono sempre dedicato al recupero del patrimonio degli strumenti musicali del nostro paese e di altre tradizioni del mondo, poi dal 2001 mi sono accostato anche ad altre discipline come gli strumenti per la musicoterapia, la biomusica e la psicacustica».

Ciò che affascina Sergio è l’interazione tra il suono e il sistema nervoso e gli effetti delle vibrazioni sulla persona in termini di rilassamento. Studiando queste dinamiche, ha ideato e costruito il letto e la poltrona sonora che consentono un profondo stato di relax psicofisico utilizzando frequenze a 432 Hertz. Oltre a queste esperienze molte sono le attività proposte da Jacaranda Musica come i laboratori di costruzione di strumenti musicali per la musicoterapia e la didattica musicale, l’esposizione e la vendita di strumenti artigianali per tanti usi e i laboratori esperienziali di canto armonico e di musica d’insieme (drum circle). Per questi corsi il referente è Gabriele Gori: «Il canto armonico – spiega – appartiene a tante culture e epoche e consiste nella capacità di emettere più suoni in contemporanea. È una pratica che genera equilibrio e benessere ed è finalizzata alla meditazione, non all’esibizione. Poi c’è il drum circle, quella situazione che si ha quando un gruppo di persone si riunisce in cerchio suonando percussioni e tamburi di vario genere».

Un’altra particolarità dell’officina musicale di via Cavour 5/a è l’uso esclusivo di strumenti acustici: nessun campo magnetico, solo materiali semplici (legno, corde e metallo) che nelle mani dell’artigiano diventano strumenti. –

SARA LANDI

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