Lutto
Dall’orchestra ai campi agricoli L’avventura di Marco e Simona
Hanno lasciato gli spartiti (per tromba e oboe) per amore della famiglia e dei figli Da anni lavorano la terra e battezzano Hortus in Urbe. Il segreto? L’entusiasmo
grosseto
Se la scelta è quella giusta, si vede a lungo termine: e chi se ne importa se un altro, nei nostri panni, non l’avrebbe fatta. C’è chi si lascia andare all’azzardo. E c’è chi invece ha una motivazione: Marco e Simona l’avevano. Ed era quella giusta.
Lui è Marco Piccioni, musicista grossetano, ex maestro della Banda Città di Grosseto. Lei è Simona Di Gregorio, musicista pure lei, romana d’origine. Sposati, tre figli, si sono diplomati entrambi al Conservatorio Santa Caterina di Roma: lui suona la tromba, lei suona l’oboe. Erano gli Anni ’90 quando la scintilla dell’amore scocca per loro e lo fa tra gli spartiti di un’orchestra della quale facevano entrambi parte. Oggi Marco e Simona lavorano i terreni agricoli dell’azienda che era del nonno di lui – “Il Campo” si chiama – dietro l’ospedale, lungo la strada comunale di San Martino. Dal pentagramma alla zolla: una rivoluzione.
«Abbiamo sempre desiderato una famiglia numerosa – dice Simona – Era il nostro progetto di vita ed è sempre stato il collante di tutte le nostre scelte». Ecco la motivazione. «Certo, con la musica.. non era semplice avere tre figli». Ed è così che Marco e Simona decidono di prendere in mano le redini dell’azienda agricola Il Campo. All’inizio fanno sia i musicisti che gli agricoltori – ma «era un po’ complicato – sorride Simona – i musicisti vanno a letto quando gli agricoltori si svegliano». E così arriva il momento della scelta.
Venerdì Marco e Simona brinderanno ad un’altra tappa della loro avventura: in via Garibaldi 30, in uno dei fondi sfitti messi a disposizione dal Pop up Lab, aprono Hortus in Urbe, una piccola boutique dell’ortofrutta con i prodotti della loro terra. Ci saranno i freschi di stagione, il minestrone pronto da buttare in pentola, i peperoni in agrodolce, le melanzane sott’olio, la crema di carciofi..; e ancora, una grande varietà di sughi e di conserve; il loro olio e i prodotti (dai salumi ai formaggi) di aziende a Km 0. Faticoso? «Sì, lo è – confessa Simona – ma l’importante è fare le cose con passione ed entusiasmo». E lei ne ha (da vendere). –
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