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dopo il maltempo  

Quei centocinquanta alberi faranno rinascere la pineta

Giulia Sili
Quei centocinquanta alberi faranno rinascere la pineta

Maxi operazione del Comune per ripristinare il verde nel parco di Ponente Cancelli chiusi e operai in azione per dare nuova vita al polmone verde della città  

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FOLLONICA

Ci vorranno due mesi per riportare il verde nella pineta di Ponente, due mesi in cui gli operai toglieranno i tanti pini caduti durante il maltempo e pianteranno nuove piante che torneranno a fare ombra nel principale polmone verde della città.

I tre ingressi che permettono l’accesso al parco sono stati chiusi e tre grandi cartelloni illustrano ai follonichesi il lavoro che in questi due mesi verrà svolto all’interno della pineta.

A decidere il da farsi è stata la terza commissione consiliare che nei mesi scorsi si è occupata con particolare attenzione del parco di viale Matteotti.

Un progetto che ha un costo di 50 mila euro e che prevede la messa a dimora di 26 tra pini domestici e pini di Aleppo, 32 lecci e 84 frassini. Soprattutto queste ultime piante verranno sistemate lungo il perimetro del parco, in modo da evitare che le radici dei pini, note per creare problemi al manto stradale, possano danneggiare le strade adiacenti.

A questi si devono aggiungere le piantine di pino fornite dall’unità territoriale dei carabinieri per la biodiversità di Follonica e tutta la parte di pini e di lecci che sarà oggetto di taglio selettivo per la crescita delle piante presenti, sempre da parte dell’Utb di Follonica. Per il momento sono partite le operazioni di messa in sicurezza delle piante esistenti, messe a dura prova dal maltempo di fine ottobre: molti pini che sarebbero dovuti essere tagliati dagli operai sono infatti caduti sotto le sferzate del vento. Si tratta di 15 piante in totale.

«Il vento ha preceduto le operazioni di messa in sicurezza che erano in programma – dice il vicesindaco Andrea Pecorini – tutti i pini che sono caduti sarebbe stati tagliati dagli operai, solo uno forse si sarebbe salvato». Gli alberi trapiantati sono già ben sviluppati e verranno poi protetti da delle reti.

La chiusura della pineta è necessaria ai fini della buona riuscita dell’intervento: le piante trapiantate subiscono uno stress ed è necessario del tempo per permetterne l’attecchimento. Il Comune, l’università di Firenze e il colonnello della forestale Giovanni Quilghini hanno perfezionato il piano da mettere in atto selezionando le piante da mettere a dimora.

«La pineta di Follonica negli anni si è trovata a essere un bosco parco ma nasce da una storia lunga e oggi si è trovata a far parte del comprensorio urbano – aveva spiegato Quilghini durante l’ultima commissione consiliare – essa è percepita come un elemento importante per il paesaggio caratterizzato dal pino domestico. Si tratta però di boschi artificiali e solitamente gestiti secondo un turno di 100 anni, qui ampiamente superato. Inoltre queste piante vivono in un ambiente difficile perché sono sottoposte ad agenti inquinanti e costipamento del suolo».

Per permettere la rigenerazione del verde è quindi stato scelto di affiancare ai pini altre specie di latifoglie così da costituire un tessuto connettivo e assicurare il suolo. Insomma, queste nuove piante rappresentano una salvezza per il parco di Follonica, che dopo i colpi del maltempo vede già la rinascita all’orizzonte. —

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