Gioco
Maestre diplomate Arrivano le lettere di licenziamento Poi il colpo di scena
Due delle 12 insegnanti che rischiavano di perdere la cattedra di ruolo hanno già ricevuto il benservito, ma il Consiglio di Stato ci ripensa
grosseto
È sempre più pasticciata la situazione delle maestre che insegnano da anni nelle scuole della Maremma e dell’Amiata grazie al (solo) diploma magistrale. E che lo scorso anno erano riuscite a portare a casa il contratto a tempo indeterminato. Almeno due di queste maestre – sono una dozzina nella stessa situazione – hanno appena ricevuto una lettera di licenziamento che dal 30 giugno dà loro il benservito e le ricaccia nell’ignoto. Ed ecco il colpo di scena: il 12 novembre – quasi in contemporanea con l’arrivo delle due (ma potrebbero essercene altre) lettere di risoluzione del contratto – il Consiglio di Stato ha deciso che la sentenza del 2017 che le aveva messe nei guai è da rivedere.
Nelle scuole della Provincia di Grosseto sono 12 le insegnanti al centro dell’intricata vicenda. Nell’agosto 2017 avevano ottenuto un incarico a tempo indeterminato, che però non le ha salvate dagli effetti di un grattacapo mai risolto: nella cosiddetta graduatoria ad esaurimento (Gae) per il personale docente della scuola primaria dalla quale provenivano, erano inserite “con riserva”, neo sul quale negli anni si era già depositata una valanga di ricorsi. Il rebus da risolvere era (è): il diploma magistrale vale per insegnare – nel 2014 era stato riconosciuto il valore abilitante di esso – o no? Il 27 dicembre 2017 una sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito che non è valido per l’ingresso nelle Gae, trampolino di lancio per il ruolo. Si è aperto così per queste maestre il rischio del licenziamento. Poi c’è stata la campagna elettorale. La formazione del governo M5s-Lega. E l’annuncio di una sanatoria ad hoc che però non è arrivata: piuttosto, sono arrivate le lettere di licenziamento.
Intanto con una sentenza di due giorni fa «Il Consiglio di Stato ha riaperto la partita – spiega Stefano Rosini, coordinatore di orgoglioprecario. it – e ha stabilito che è necessario rivedere la sentenza 2017 perché non rispetta i diritti dei precari inseriti o da inserire nelle Gae. Ora l’Adunanza Plenaria dovrà chiarire se le sentenze già passate in giudicato debbano o meno intendersi con valenza per tutti. Un pronunciamento definitivo potrebbe arrivare per febbraio. Nel frattempo il Ministero dovrebbe stoppare il depennamento dalle Gae ordinato dalla precedente pronuncia. Il rischio è che le graduatorie non siano riaperte e si assista a un contenzioso senza fine». –
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