Il Tirreno

Grosseto

Gianni, il marittimo reinventato pastaio

Giovanna Mezzana

Sei anni fa perse il lavoro ma grazie alle ricette della nonna si è dato una chance. Ora inizia la seconda tappa dell’avventura

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grosseto

Quando da bambino stava in cucina a guardare nonna e mamma impastare con le mani e stendere la sfoglia con il mattarello non poteva sapere che quel film casalingo nella vita gli sarebbe stato tanto utile. Di più: sarebbe diventato un vero e proprio paracadute, quel che si dice il piano B. Ora raccoglie i frutti cogliendo un’altra chance: il Pop up.



Classe 1956, Giovanni Esposito – Gianni – era un mediatore marittimo: lo è stato fino a una decina di anni fa. Lavorava a Cala Galera, sulla costa argentarina, nel regno della diportistica. Poi nel 2008 è arrivata la crisi che ha aggredito anche quel settore che sembrava immune. Gianni ha perso il lavoro.



Si è rimboccato le maniche. E sei anni fa al Casalone, in via Adolfo Celi, ha aperto “Il mattarello”, laboratorio di pasta fresca fatta a mano e dolci casalinghi con vendita al dettaglio e a qualche ristoratore. «Io sono del ’56 – dice Giovanni – e faccio parte di quella generazione che ha avuto la fortuna di vedere mamme e nonne impastare in casa. E così con le ricette dell’infanzia e la passione che ho sempre avuto per la cucina casereccia mi sono reinventato».



Nel suo laboratorio al Casalone Gianni fa tutto a mano con il solo ausilio di una impastatrice. Il bouquet della pasta è molto maremmano: tortelli, pappardelle, pici, tagliatelle, gnocchi; dolci caserecci e biscotteria artigianale; lasagne, sfornati di verdura e crespelle pronti da riscaldare. Gli ingredienti? Tutti Made in Italy; o Made in Maremma: dalla ricotta e i formaggi del Caseificio Grosseto, alla semola di grano duro – «si usa solo quella» – che arriva dal Molino di Calenzano che macina i grani della Bassa Maremma e dell’Alto Lazio. Ed ora l’avventura continua.



“Il mattarello” conquista il cuore della città: Giovanni apre in via Montanara 15 una bottega per la vendita al dettaglio dei suoi prodotti, in uno dei fondi che erano sfitti e che riprendono luce grazie al Pop up Lab. «È arrivato il momento di farci conoscere – dice – al di fuori del Casalone. E poi crediamo in Grosseto e l’idea che il cuore della città sia abbandonato e a rischio degrado ci fa stare male». Il mattarello starà aperto tutti i giorni fino alle 19.30 e anche la domenica mattina. E sia venerdì che sabato dalle 18, in occasione del Pop up Festival, offrirà una degustazione delle sue prelibatezze. —

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