Sicurezza
Cattivi odori anche a Cinigiano: c’è la petizione
In 130 hanno firmato l’appello del Comitato per la difesa della Val d’Orcia inferiore che chiede controlli di Asl e Arpat
cinigiano
Il problema della puzza non è solo a Grosseto. Una situazione simile, ormai da diverse settimane, la vivono anche gli abitanti di Borgo Santa Rita, nel comune di Cinigiano, dove il Comitato per la difesa della Val d’Orcia inferiore ha avviato una petizione (a ieri erano state raccolte 130 firme) per chiedere ad Asl e Arpat ulteriori rilevazioni e approfondimenti rispetto all’attività dell’impianto di Camone e allo spargimento delle risulte nei campi dell’azienda.
Anche qui si avvertono da tempo miasmi terrificanti. Si lamentano i pochi residenti, gli abitanti dei poderi della zona, perfino chi passa in auto. L’impianto di Santa Rita è sempre stato all’attenzione di Asl e Arpat. La sindaca Romina Sani, che presto potrebbe ufficializzare la sua ricandidatura, è al corrente della situazione.
«Ho l’obbligo istituzionale – osserva – di tutelare la salute pubblica e non ho problemi ad ammettere che ho sentito anch’io questo odore, più volte. Capisco, quindi, chi come me vive e lavora a Santa Rita. Tuttavia il Comune di Cinigiano, come del resto quello di Grosseto, non ha grandi strumenti, né riferimenti normativi regionali, per intervenire direttamente. Posso solo garantire che l’attività svolta a Camone è sottoposta a tutti i controlli ordinari previsti e, come accaduto di recente, a seguito dell’esposto del capogruppo di minoranza in consiglio Giovanni Barbagli, i controlli possono diventare anche straordinari».
Qui in passato si sono susseguiti sopralluoghi, visite ispettive e accertamenti da parte delle autorità, senza mai riscontrare nulla di anomalo. «Non sono un tecnico – prosegue la Sani – ma ritengo, dall’esperienza accumulata, che i cattivi odori derivino principalmente dallo spandimento del digestato e siano più o meno percepibili anche per effetto delle diverse condizioni meteo. Il maltempo del 2 novembre scorso, secondo alcuni, avrebbe accentuato il problema, trasferendo sui corsi d’acqua parte del concime. Non ho elementi per riscontare certe valutazioni, che in passato sono state poi smentite dagli accertamenti compiuti. Ripeto: attendiamo i risultati dei rilevamenti e poi spero di essere in grado di dare risposte più esaurienti a chi, giustamente, chiede informazioni».
Camone fa capo alla società agricola Cinigiano Agri Power Plus, che nel 2011 chiese di realizzare un impianto a biogas da un megawatt, ottenendo un anno dopo l’autorizzazione a procedere. Il cantiere aprì ad agosto 2012 e iniziò a funzionare nei primi mesi del 2013. L’impianto produce circa 7, 5 milioni di Kw elettrici, potenzialmente in grado di alimentare i consumi di 1.500 famiglie al netto dell’autoconsumo. In conseguenza di mozioni, polemiche e del delicato percorso giudiziario che ha accompagnato la nascita e lo sviluppo di questa attività, di recente è stato deciso dalla proprietà che chiunque, in qualsiasi momento, può accedervi e rendersi conto personalmente del ciclo compiuto dal digestore. —
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