Il Tirreno

Grosseto

La città invasa dai cattivi odori: s’invoca l’intervento di Arpat e Asl

di Gabriele Baldanzi
La città invasa dai cattivi odori: s’invoca l’intervento di Arpat e Asl

Decine di segnalazioni per i miasmi che ormai da giorni creano disagi: si chiede di verificarne origini e possibili rischi 

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GROSSETO. Nell’aria, in città, c’è di nuovo una puzza acre, dolciastra, che fino a cinque – sei anni fa non esisteva. Da qualche giorno i cittadini, infastiditi e preoccupati, hanno cominciato a mobilitarsi e a chiedere ad Arpat e Asl di approfondire le ragioni di questi ricorrenti miasmi, avvertiti soprattutto al mattino e alla sera, con un comprensibile disagio.

Negli ultimi giorni Arpat ha ricevuto decine di segnalazioni al numero verde. Non solo: a palazzo Aldobrandeschi e in municipio le minoranze chiedono un intervento diretto di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, nella doppia veste di presidente e sindaco. Infine – era già accaduto in passato – c’è chi pensa di rivolgersi alla Procura della Repubblica.

La qualità dell’aria in Italia è tutelata dalla legge 155 del 2010 e in base a questa, in passato, la Provincia di Grosseto avrebbe potuto dare parere negativo alla realizzazione delle centrali a biomasse e biogas, indiziate numero uno della puzza avvertita in città e nell’immediata periferia. Ma solo dopo che Grosseto era stata “circondata” e la Maremma contava ormai decine di impianti, l’opinione pubblica ha preso a lamentarsi e le istituzioni hanno ristretto un po’ le maglie. «Nel frattempo la qualità dell’aria – spiega Matteo Della Negra, che insieme ad altre persone preoccupate, ha creato in questi giorni la community social “Grosseto aria pulita” – sembra peggiorata a causa delle emissioni odorigene. I primi riscontri sui media locali risalgono al 2014, quando sono state raccolte, per la prima volta, lamentele di aria irrespirabile in zone non distanti da centrali a biomasse e biogas. Asl e Arpat hanno sempre ricevuto segnalazioni con tanto di riferimenti geografici e temporali, ma poco o nulla è cambiato». Ecco perché, oggi come tre anni fa, si chiedono analisi di dettaglio, magari incrociate con i dati meteo disponibili. «Perché le istituzioni, e in primis il sindaco, responsabile della salute e dell’incolumità dei cittadini sul territorio comunale – conclude Della Negra – hanno il dovere di far sì che venga fugato ogni dubbio sulla possibilità di pericoli per la salute derivanti da certe attività».

La pagina che porta questo nome è stata proposta da cittadini che vivono a Grosseto e nei dintorni, persone preoccupate per i cattivi odori che interessano alcuni quartieri e aree rurali, «forse – scrivono – riconducibili ad attività e impianti presenti sul territorio». La costituzione del comitato “Grosseto Aria Pulita” sarà finalizzata alla raccolta e alla divulgazione di informazioni sul fenomeno e si propone di coinvolgere cittadini e istituzioni per ridurre il disagio e scongiurare eventuali rischi per la salute pubblica. Chiunque fosse interessato alle attività del Comitato può scrivere alla mail grossetoariapulita@gmail.com o telefonare al 347 5396445.

«A Grosseto la situazione è sostanzialmente la medesima da tempo – spiega in una nota Arpat – al momento non sono previsti ulteriori accertamenti. La novità è un’altra: a Firenze la Regione Toscana sta mettendo a punto una legge per normare il tema odori, che ci permetterà di intervenire in modo più incisivo in sede di autorizzazioni (o rinnovo delle autorizzazioni) dei singoli impianti. In alternativa l’unica strada è rappresentata dalle ordinanze dei sindaci, in quanto autorità sanitarie, qualora le Asl di competenza evidenzino che queste maleodoranze hanno impatti di carattere sanitario».
 

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