Il Tirreno

Grosseto

L’imprenditore hi-tech sostiene la Città che danza

Sara Landi/
L’imprenditore hi-tech sostiene la Città che danza

Il fondatore di Sfera è stato il primo a farsi avanti con un assegno da mille euro Andrà ai ballerini della scuola più votata. E anche il suo progetto è ad una svolta 

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Se il gioco “La città che danza” ha avuto così tanto successo in città il merito è anche degli imprenditori che hanno creduto nel progetto mettendo a disposizione delle scuole vincitrici un allettante montepremi sotto forma di borse di studio da investire in formazione dei talenti delle scuole. Il primo a dare la sua disponibilità è stato il fondatore e amministratore delegato di Sfera Luigi Galimberti: così la scuola più votata avrà una borsa di studio di mille euro “griffata” Sfera, la serra hi tech più grande d’Italia. «Abbiamo a cuore la salute del pianeta ma anche del nostro territorio – dice Galimberti – Quando ci sono iniziative intelligenti e serie che riguardano la cultura e in particolare i giovani non solo vogliamo esserci ma vogliamo farlo ancora di più in futuro».

La partecipazione di Sfera come sponsor al gioco del Tirreno arriva in un momento di grande fermento per la serra che si trova nelle campagne della Castellaccia (comune di Gavorrano) dove proprio ieri sono state trapiantate le piantine di basilico. Tra venti giorni infatti la presenza dei prodotti Sfera sui banchi dell’ortofrutta della grande distribuzione (Conad, Coop e Simply) è destinata a crescere ulteriormente con un allargamento significativo della gamma proposta. «Ai pomodori e ai datterini – spiega Galimberti – stanno per aggiungersi le erbe aromatiche con in testa il basilico (ma produrremo anche le altre, dalla salvia all’aneto), le insalate, piccole e croccanti, e il cavolo nero e a foglie ricchi di sostanze antitumorali per i quali abbiamo importato i semi dall’Oriente selezionando però le varietà in base ai nostri gusti».

Si allarga la gamma degli ortaggi ma non cambia certo la filosofia e l’attenzione alla sostenibilità ambientale del ciclo di produzione. In Sfera infatti si pratica la cultura idroponica in acqua e su substrato; inoltre Sfera è una serra attiva, in grado cioè di adattare in tempo reale il suo clima per far sì che la crescita degli ortaggi avvenga sempre in condizioni ottimali, indipendentemente dalle condizioni metereologiche esterne. «In questo modo – spiega Galimberti – è possibile destagionalizzare e produrre tutto l’anno ma senza ricorrere all’impiego della luce artificiale che non sarebbe sostenibile».

Il recupero delle acque piovane e il ciclo di coltivazione chiuso permettono inoltre a Sfera di accumulare acqua nei mesi piovosi, per poi impiegarla nei periodi di siccità con un risparmio idrico fino al 90% rispetto alle coltivazioni su suolo. Un dato su tutti: «Per fare un chilo di pomodori in Sfera si usano due litri di acqua – dice Galimberti – contro i 75 litri necessari nella coltivazione in campo aperto». Inoltre tutti i prodotti che escono da Sfera sono senza nichel e privi di residui chimici visto che viene praticata la lotta biologica con l’utilizzo di insetti buoni che si nutrono dei parassiti dannosi. Grazie al successo di Sfera Galimberti viene chiamato in tutta Italia a raccontare il modello imprenditoriale. «Sono due le cose fondamentali che raccomando – dice Galimberti – Intanto non bisogna avere paura del fallimento e provarci sempre perché se non si prova non ci potrà mai essere innovazione. Inoltre è importante avere un buon progetto ma anche una squadra che lavora al primo all’ultimo proprio come succede in Sfera».

Un messaggio che ben si estende anche ai giovani danzatori che frequentano le scuole grossetane col sogno di farne il proprio lavoro e spiccare il volo. –



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