Gioco
L’ideatore dello Spicciolo e patron di Portobello apre un emporio d’antiquariato
C’è la foto del 1912 della banda di Sticciano Alto, gli abiti griffati Yves Saint Laurent-Anni ’50 della signora di Montemerano E molto altro dal rigattiere “doc”
grosseto
Ricordate Lo Spicciolo, il giornale di annunci economici e di “pezzi” d’autore che ha fatto storia da San Vincenzo a Montalto di Castro? E ricordate l’esordio del primo Portobello grossetano, antesignano della formula del mercatino che poi tanto ha preso piede nelle città del Belpaese? Ebbene, lui è l’ideatore del primo e il patron del secondo. Gianfranco Paoletti, Cavaliere delle Repubblica e grossetano notissimo, apre al Tirreno il suo “Emporio del Rigattiere”, che – in via Mazzini 145 – è uno dei fondi sfitti nei quali si riaccendono le luci grazie al Pop up Lab.
Mentre sul vinile gira “Suona l’armonica”, Paoletti si avvicina ad una libreria: è del 1872 ed è in ciliegio, ne va orgoglioso; e poi c’è il lume da processione del ’700; e il grande baule con rifiniture in pelle composto da cassetti per il trasporto di corredi appartenuti a spose di alto lignaggio: del ’700, ’800, ’900? Chissà: bisognerebbe chiederlo all’esperto; all’uomo della strada ricorda quelli che venivano caricati sul Titanic con destinazione (ovviamente) la First Class.
L’Emporio del Rigattiere è la tappa più recente di una lunga avventura. «Ventidue anni fa aprii Portobello – racconta – Nasceva tutto dallo Spicciolo, un giornale di annunci economici gratuiti che pubblicava anche articoli dedicati alla maremmanità. Con Italo Paccoi, oggi agente immobiliare, ne fummo gli ideatori, mentre il direttore editoriale era il grande Marcello Morante, fratello di Elsa». Trasferire lo Spicciolo dalla carta stampata ad un fondo commerciale «allora – dice – fu un’idea nuova, solo dopo i mercatini nacquero come funghi». Quattro anni fa, Paoletti ha ceduto il suo Portobello ad un dipendente e si è dedicato al segmento dell’antiquariato aprendo un negozio in un fondo di sua proprietà in via Saturnia. Poi la chance del Pop up Lab.
Nell’Emporio di via Mazzini vende oggetti di antiquariato: dal ’700 in avanti, ma ha qualcosa che risale addirittura al ’600, come il lume della tradizione ebraica acquistato per lui in Inghilterra da un amico. L’antiquario si rifornisce in Francia, dove si reca quattro volte l’anno: nelle fiere di settore di Beziers-Montpellier, Avignon, Chartres-Le Mans. Ma non solo: ci sono anche tanti maremmani che gli portano oggetti di pregio (che lui seleziona) per la vendita. C’è dunque molto che arriva dagli armadi e dalle soffitte di nonne e mamme, come per esempio la dozzina di abiti griffati – da Yves Saint Laurent ad Armani – degli Anni Cinquanta che Paoletti ha avuto dalla figlia della direttrice di un giornale di alta moda di Montemerano. E arriva chissà da dove, ma all’Emporio c’è, la foto d’epoca – datata 1912 – della banda cittadina di Sticciano Alto. –
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