Denunciò di essere caduto mentre camminava Ma si fece male giocando
Frode assicurativa l’accusa per un calciatore del Caldana, il fascicolo va a Treviso La compagnia si era rivolta a un investigatore privato
gAVORRANo
Della frode assicurativa di cui è imputato si dovrà occupare un altro Tribunale, quello di Treviso, perché quello di Grosseto non è competente. Quale frode? Quella ai danni di Generali Italia spa, cui il giovane uomo aveva denunciato (ed era stato indennizzato con 4.000 euro) di essere caduto mentre camminava. Secondo l’imputazione, invece, l’infortunio era avvenuto durante una partita di calcio precedente, quella del 9 febbraio 2014 tra Badesse e Caldana, Prima categoria, girone F, quando era stato sostituito nel corso del match.
Il giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci ha accolto l’eccezione difensiva sulla competenza sollevata dall’avvocato Giulio Torlone, che assiste l’imputato - un gavorranese di poco più di trenta anni - per fatti risalenti a quattro anni fa. Generali aveva sede legale a Mogliano Veneto e dunque deve essere il Tribunale di quella provincia a occuparsene, perché il reato si deve intendere perfezionato nel momento in cui la denuncia del sinistro è arrivata a conoscenza della compagnia, che è soggetto giuridico a differenza dell’agenzia locale di Follonica.
Un’eccezione che non è stata riconosciuta invece da altro gip per un altro episodio similare (i fascicoli sono stati separati), che riguarda lo stesso uomo e che risale al 2015 e per il quale è in corso il processo a Grosseto.
Sia il primo sia il secondo episodio sono contenuti nella querela che Generali aveva presentato nel 2016, dopo gli accertamenti di un investigatore privato. Scoperto che l’uomo era un giocatore del Caldana, questi aveva fatto delle ricerche su internet sui tabellini, poi confermati dalla Figc. Erano stati sentiti anche l’allenatore, la mamma dell’uomo, lo stesso denunciante. Questi, nel febbraio 2016, aveva spiegato al detective che l’infortunio denunciato all’assicurazione era avvenuto il primo novembre precedente: «Mi trovavo in campagna con il cane quando, per cercare di riprenderlo, mi sono messo a correre. Ma ho trovato una buca e sono caduto. Sul momento, credevo che fosse una semplice slogatura. Ero da solo ma per fortuna avevo la mia auto vicina perciò, una volta raggiunta, sono tornato a casa. La caviglia si è gonfiata immediatamente». L’uomo aveva spiegato di non essere andato al pronto soccorso ma dal suo fisioterapista di fiducia, conosciuto perché in passato si era rivolto a lui. E aveva riferito che lo specialista gli aveva consigliato di andare a farsi un’ecografia, perché la caviglia non era ben messa: «Non me l’ha prescritta il mio medico curante, sono andato di mia spontanea volontà», aveva aggiunto. L’investigatore aveva ritrovato il tabellino di una partita del 1° novembre e aveva scoperto che l’uomo aveva giocato in Quercegrossa-Caldana ed era stato sostituito al 42’. —
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