Il Tirreno

Grosseto

Danneggia la porta della caserma: esce dai domiciliari per ripararla

Pierluigi Sposato
Danneggia la porta della caserma: esce dai domiciliari per ripararla

Era stato arrestato insieme alla moglie per resistenza. Aveva preso a calci gli infissi della camera di sicurezza

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«Signor giudice, appena esco da qui vado in caserma a riparare la porta. Anche subito». Autorizzato. Anche se posto agli arresti domiciliari per la serata più che movimentata (molestie al bar, tamponamenti per strada, resistenza a pubblico ufficiale con lesioni, danneggiamenti) Vincenzo Fildi, 44 anni, abitante a Monte Argentario, potrà allontanarsi da casa per eseguire i lavori necessari dopo i danni da lui stesso causati agli infissi della camera di sicurezza della caserma di Porto Santo Stefano: calci violenti e ripetuti che avevano finito per far cadere calcinacci, al punto che era stato necessario trasferirlo nella camera di sicurezza dell’Arma a Orbetello. Lo ha chiesto in aula, durante l’udienza di convalida, e il giudice Marco Bilisari gli ha concesso questa facoltà. Fildi ha patteggiato 1 anno mentre la moglie Veronica Ruggieri, 40 anni, ha concordato 6 mesi (resistenza senza lesioni), pena sospesa, ed è stata rimessa in libertà.

Tutto era iniziato poco prima delle 19 di sabato, quando alla caserma di Porto S.Stefano era arrivata la segnalazione di una coppia molesta che infastidiva i clienti di un bar di piazzale Sant’Andrea. All’arrivo della pattuglia i due non c’erano più ma poco distante, alla rotonda, c’erano delle auto tamponate; secondo i testimoni, i danni erano stati causati da una Fiat Punto. Questa auto era stata trovata dai militari in sosta in via Lambardi: era danneggiata nella parte anteriore. Da una finestra si era affacciato l’uomo poi identificato come Fildi, che avrebbe iniziato a offendere i carabinieri ed era poi sceso in strada, in stato di agitazione. Al punto che avrebbe cercato di colpire uno dei militari. Nel frattempo era sopraggiunta la moglie che, mentre cercava di calmare l’uomo, spiegava di essere stata lei a causare i danni alle auto in sosta. A quel punto, mentre sopraggiungeva anche la polizia municipale, marito e moglie avevano iniziato a litigare fra di loro ed erano stati separati con difficoltà dai militari, fino a che a Fildi erano state messe le manette. L’uomo non voleva entrare nell’auto, la moglie avrebbe strattonato più volte i militari. Fildi avrebbe colpito con uno sputo il volto del comandante, dandogli una testata allo zigomo. Era stato portato in caserma, dove era arrivata anche la moglie, anch’ella in stato di alterazione, al punto che avrebbe cercato di spogliarsi per non essere riuscita a evitare l’arresto del marito; non era bastato nemmeno l’intervento del fratello della donna (poi arrestata), era servito un farmaco somministrato dal 118. In questi minuti erano avvenuti i danneggiamenti alla camera di sicurezza. Due i giorni ciascuno di guarigione per il maresciallo e per l’appuntato rimasti feriti nel parapiglia.
 

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