Il dolore
Centrali a biogas? Qualche tempo fa interrogazione M5s
GROSSETOA partire dal 2010 a Grosseto sono stati attivati otto impianti a biogas, tutti autorizzati dalla Provincia. Nel frattempo, però, nessuno ha pensato di disciplinare la questione delle...
GROSSETO
A partire dal 2010 a Grosseto sono stati attivati otto impianti a biogas, tutti autorizzati dalla Provincia. Nel frattempo, però, nessuno ha pensato di disciplinare la questione delle maleodoranze, dell’inquinamento odorigeno e della sostenibilità ambientale degli impianti. In Toscana, a differenza di ciò che accade in altre regioni, non esistono all’oggi né linee guida, né norme specifiche.
Significativa, a questo proposito, è la risposta che il Comune di Grosseto ha dato di recente all’interrogazione della consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Antonella Pisani. A seguito di segnalazioni di cattivi odori il sindaco ha costituito un gruppo di lavoro per valutare la sostenibilità ambientale degli impianti a biogas, interessando Regione, Arpat e Asl; il gruppo di lavoro ha convenuto che sarebbe necessario monitorare i cattivi odori attraverso un soggetto scientifico terzo, per capire la portata del problema e attuare azioni finalizzate a ridurre i disagi, coinvolgendo i gestori degli impianti. L’obiettivo del monitoraggio è quello di aiutare il sindaco e le autorità competenti a intraprendere eventuali provvedimenti nei confronti dei soggetti responsabili dei cattivi odori, che potrebbero portare poi alla revoca delle autorizzazioni; il monitoraggio è stato quantificato in un costo di 15mila euro per ciascuno degli 8 impianti a biogas, ma i titolari hanno espresso perplessità a sostenerne i costi.
In seguito il Comune si è rivolto a una società che vende prodotti chimici in grado di togliere i cattivi odori alla fonte, ma anche in questo caso è emersa la necessità del parere di un soggetto scientifico terzo. Il gruppo di lavoro sta infine valutando la possibilità di utilizzare prodotti di origine vegetale, invece che animale, per alimentare gli impianti a biogas e ridurne i cattivi odori. «È preoccupante – commenta Matteo Della Negra – soffermarsi sulle parole del Comune, perché dalla risposta data alla consigliera Pisani sembrerebbe che il monitoraggio dei cattivi odori, reputato necessario dallo stesso gruppo di lavoro istituito dal sindaco, non sia mai stato attivato, prendendo in considerazione, invece, soluzioni che celano o riducono la percezione dei cattivi odori e dimenticando eventuali pericoli per la salute». —G. B.
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