Toscana
Aprì i rubinetti del gas e minacciò di far saltare la casa della madre
Condannato a 1 anno e 4 mesi dal giudice che ha disposto anche la misura di sicurezza della libertà vigilata in una struttura psichiatrica
FOLLONICA
«Aiuto, mio figlio mi tiene chiusa in casa. Ha aperto i rubinetti del gas, vuole far saltare l’appartamento». Una telefonata di questo tenore era giunta alle 3 di notte in un giorno nel gennaio dello scorso anno ai carabinieri di Follonica. La pattuglia era intervenuta e aveva appreso dalla donna che il figlio, poco meno che quarantenne, l’aveva minacciata per avere una sua collana d’oro. E che la lite era nata per il rifiuto di lei, che aveva spiegato di non avere quell’oggetto. Poi lui aveva aperto i rubinetti del gas. La donna gli aveva impedito di portare a termine il progetto, lui aveva minacciato di prendere dei coltelli da cucina. Quando i militari erano arrivati, non c’era più alcuna lite. Anzi, i due erano seduti sul divano, tranquilli. Poi l’uomo si era alzato, era andato in bagno e aveva preso una lametta con la quale si era procurato dei tagli sul braccio destro. Alla fine era arrivato il 118.
Per questi episodi, qualificati dalla Procura in maltrattamenti continuati nel tempo e in sequestro di persona, l’uomo (al quale è stato riconosciuto il vizio parziale di mente) è stato condannato all’udienza preliminare dal giudice Marco Mezzaluna a un anno e 4 mesi, con la riduzione di un terzo prevista dalla scelta del rito abbreviato. Il giudice ha anche applicato all’uomo - che è inserito in una struttura terapeutica fuori provincia - la misura di sicurezza della libertà vigilata. Dovrà rimanere in una struttura residenziale psichiatrica dell’alta Toscana e attenersi scrupolosamente alle prescrizioni mediche e terapeutiche, senza poter uscire la notte e con il divieto di bere e frequentare locali pubblici.
Quello del gennaio 2017 sarebbe stato soltanto l’ultimo di una serie di episodi similari: l’uomo si rivolgeva alla madre per avere soldi, continuamente, quotidianamente, per comprare alcolici e droga. Il giudice ha sentito il parere del dottor Romano Fabbrizzi, che ha confermato i disturbi del controllo degli impulsi e le alterazioni dell’umore, derivato da un grave trauma cranico subito in tenera età e aggravato dal consumo di droga e alcol.
Dalle parole dell’uomo («ho visto che mia madre era impaurita, piangevo e le chiedevo scusa») il giudice ha ricavato la conferma della parziale consapevolezza del proprio atteggiamento. Ma in considerazione dei precedenti gravi (minacce, sequestro e anche incendio) ha dichiarato la pericolosità e applicato la misura di sicurezza. —
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