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Comunicazione e tecnologia L’analisi di Federico Ferrazza

Enrico Pizzi
Comunicazione e tecnologia L’analisi di Federico Ferrazza

Il direttore di Wired Italia, ospite di Fondazione Atlante, ha aperto il ciclo di incontri “Tempi moderni. Visioni  per crescere” all’Aurelia Antica

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«Non sarà l’intelligenza artificiale a causare la terza guerra mondiale, mi preoccupa di più la stupidità umana». Federico Ferrazza, direttore di Wired Italia, non è affatto d’accordo con le profezie di Elon Musk, il miliardario a capo di Tesla.

Si è parlato anche di intelligenza artificiale, venerdì mattina, nel Multisala Aurelia Antica a Grosseto, dove si è tenuto il primo incontro della scuola di formazione politica della Fondazione Atlante “Tempi moderni. Visioni per crescere”.

In sala circa duecento ragazzi delle quarte e delle quinte dell’istituto Rosmini.

Federico Ferrazza si è confrontato con gli studenti sui temi della modernità e dell’innovazione. “Velocità del cambiamento e i nuovi modi di comunicare” era il titolo del suo intervento che è andato avanti di domanda in domanda, da quelle di Paola Salvestroni, che moderava l’incontro, a quelle dei ragazzi.

Sono emerse preoccupazioni, timori, incertezze di fronte all’avanzare dell’innovazione e alla velocità con cui il nuovo si affaccia all’orizzonte. Per Ferrazza la chiave è studiare e imparare a usare bene gli strumenti che oggi la tecnologia mette a disposizione.

«Saperli usare come tutti – ha detto – è facile, ma è usarli per fare la differenza la vera scommessa». Ma farne a meno non è possibile, anzi, come per l’evoluzione delle specie, «sopravviverà solo chi si saprà adattare meglio».

Prossimi appuntamenti il 16 novembre con Filippo Rossi, direttore della Fondazione Culturale Caffeina e collaboratore de Il Fatto Quotidiano, che parlerà di “Destra e sinistra, concetti ancora attuali?”; il 30 novembre il giornalista Massimo Fini terrà una relazione su “Modernità e antimodernità. Il coraggio delle opinioni”; chiuderà il ciclo, il 7 dicembre, il professor Domenico De Masi, sociologo dell’Università La Sapienza di Roma che parlerà del “Lavoro in Italia. Cambiamenti e politiche”. —

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