Sicurezza
Rischiano la maxi multa per un accordo verbale di quaranta anni fa
GAVORRANONegli anni Settanta era bastato un accordo verbale tra l’allora sindaco di Gavorrano e i proprietari di alcuni terreni di Caldana per decidere un esproprio. In quei terreni l’acquedotto del...
GAVORRANO
Negli anni Settanta era bastato un accordo verbale tra l’allora sindaco di Gavorrano e i proprietari di alcuni terreni di Caldana per decidere un esproprio. In quei terreni l’acquedotto del Fiora avrebbe fatto costruire un deposito per l’acqua della frazione. Una vicenda che risale a circa quaranta anni fa ma che oggi si è riversata sulla famiglia Chelli, alla quale è stata notificata un’ingiunzione dall’agenzia delle entrate.
Il delicato argomento degli espropri verrà discusso mercoledì prossimo in occasione del consiglio comunale: i consiglieri d’opposizione Andrea Maule e Giacomo Signori della lista Gaetano di Curzio sindaco hanno infatti presentato una mozione relativa alla mancata volturazione dei terreni a seguito di esproprio. La storia della famiglia Chelli è complicata: in seguito a un accordo verbale su quei terreni di Caldana non è mai stata fatta un’effettiva voltura catastale, necessaria per comunicare all’agenzia delle entrate il passaggio di proprietà del bene. Un passaggio che si rende obbligatorio ogni volta che cambia il titolare di un diritto reale su un bene, così da consentire un aggiornamento delle intestazioni catastali e delle situazioni patrimoniali. «Il nostro, purtroppo, non è nemmeno un esproprio – dice Massimo Politi, marito della proprietaria del terreno di Caldana – negli anni Settanta l’allora sindaco di Gavorrano, Arnaldo Senesi, fece un accordo verbale con mio suocero in cambio del terreno in cui costruire il deposito comunale dell’acquedotto del Fiora». In cambio del terreno il Comune concesse alla famiglia una nuova utenza idrica vicino al recinto dove si trovavano gli animali. Negli anni tutto è rimasto così, fino ad oggi, quando l’agenzia delle entrate ha presentato alla famiglia di Politi una raccomandata: «Tutto è andato avanti negli anni fino a settembre – dice l’uomo – probabilmente con una ricognizione aerea l’agenzia delle entrate ha notato questo manufatto edile non accatastato nel nostro terreno e ci ha invitato ad accatastarlo entro marzo 2019». Politi si è rivolto al Comune esponendo la vicenda e si è poi rivolto anche all’acquedotto del Fiora. «Ho scritto una raccomandata e ho portato una documentazione fotografica – dice Politi – se entro marzo non verrà fatta la voltura e regolarizzato tutto rischiamo una multa tra i mille e gli 8 mila euro». —
G.S.
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