Il dolore
Nuova sede per l’Avis «Lorenzo e Sara sono un esempio sublime»
CAPALBIOIl gruppo Avis Capalbio ha festeggiato 14 anni della sua fondazione: con i volontari, i rappresentanti delle sezioni Avis di Manciano e Orbetello, la Frates di Pescia Romana, l’Amministrazione...
CAPALBIO
Il gruppo Avis Capalbio ha festeggiato 14 anni della sua fondazione: con i volontari, i rappresentanti delle sezioni Avis di Manciano e Orbetello, la Frates di Pescia Romana, l’Amministrazione comunale e tanti cittadini.
La festa è stata l’occasione per inaugurare la nuova sede della sezione Avis (al civico 46) di via Giacomo Puccini messa a disposizione dal Comune; “Non possiamo fare grandi cose nella vita, ma possiamo fare piccole cose con grande amore”; si legge nella targa all’entrata dedicata a Lorenzo Cresini e Sara Timordidio, i fidanzati ventunenni morti in un tragico incidente nel 2014.
Lorenzo e Sara erano volontari della Racchetta e della Croce Rossa ed erano donatori del sangue.
La cerimonia, nel ricordo dei due ragazzi è stata toccante: toccanti le parole del presidente dell’Avis di Capalbio Franco Romani e del sindaco Luigi Bellumori. C’erano i rappresentanti della Racchetta e della Croce Rossa di Capalbio, la Municipale, i carabinieri di Capalbio, la Finanza di Orbetello; il presidente di Banca Tema Valter Vincio, i rappresentanti del circolo il Giardino, la Torbiera, l’Associazione Sportiva Capalbio; e tanti cittadini.
Prima della benedizione della nuova sede da parte del parroco don Marcello, è stato rivolto un invito a donare il sangue, e un applauso per l’iniziativa da Carlo Sestini, presidente dell’Avis provinciale.
«Ricordare questi anni di attività della sezione comunale dell’Avis – osserva il sindaco Bellumori – diventa gratificante per chi ha dedicato un po’ del suo tempo allo scopo primario dell’Associazione: sviluppare le donazioni. L’inaugurazione della sede è un momento di gioia e di ringraziamento a tutti i donatori che hanno fatto crescere la nostra Associazione e contribuito in maniera determinante al traguardo che dieci anni prima sembrava impossibile. Sara e Lorenzo rappresentano un fulgido esempio per la nostra Comunità ed ai loro familiari va il nostro affettuoso abbraccio». —
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