Gioco
Morto Giorgio Pernisco Fu padre fondatore del cricket in Maremma
GROSSETOÈ morto all’età di 63 anni, in seguito a una malattia, Filippo Giorgio Pernisco. In Maremma era noto non soltanto per essere stato direttore dei tecnici della prevenzione della azienda...
GROSSETO
È morto all’età di 63 anni, in seguito a una malattia, Filippo Giorgio Pernisco. In Maremma era noto non soltanto per essere stato direttore dei tecnici della prevenzione della azienda sanitaria maremmana e fiduciario, per due mandati (fino al 2016), della Condotta Slow Food di Grosseto ma anche per essere stato uno dei promotori del cricket in città.
E sono proprio gli amici del cricket a darne notizia, definendolo uno dei «padri storici» della disciplina. La salma è stata composta all’obitorio del Misericordia, martedì la cremazione.
Nativo di Latiano (Brindisi) ma trasferitosi fin da tenera età in Maremma (abitava a Orbetello), fu il principale artefice della nascita del primo cricket club grossetano nell’ottobre 1986: l’Etruria, di cui fu il presidente fondatore. «Il club esordì vincendo il Trofeo Italia nell’aprile 1987 a Salsomaggiore Terme, un record questo che rende Giorgio, a tutt’oggi, unico come presidente nella storia del cricket italiano - proseguono gli amici - Nel 1988 lasciò la dirigenza della squadra per diventare uno dei più valenti arbitri italiani. Acquisì fama internazionale a seguito della visita a Grosseto nel settembre 1993 del Marylebone Cricket Club, il cui manager Julian Vallance, nell’elogiarlo per la splendida organizzazione dell’evento, lo ribattezzò il Groucho Marx italiano. Nel 1997, con l’entrata del cricket nel Coni, Giorgio divenne il primo delegato regionale del nostro sport in Toscana. Mantenne tale carica fino al 2004. Negli anni seguenti, pur allontanatosi dal cricket ufficiale, lo si vedeva sempre a bordo campo in occasione delle finali di Coppa Italia a via Cimabue. Con Massimo Falsetti e Narendra Gaonkar, Giorgio ha costituito la trinità del cricket grossetano. Tre personaggi imprescindibili, venuti a mancare troppo presto, senza di cui the game non avrebbe mai vissuto la sua splendida stagione maremmana. Vogliamo pensarli insieme ora lassù impegnati in un animata discussione da concludersi davanti ad una bottiglia di Morellino». —
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