Il Tirreno

Grosseto

Il montone di Mattia divorato dai predatori: «Ha provato a fuggire»

Fiora Bonelli
Il montone di Mattia divorato dai predatori: «Ha provato a fuggire»

L’animale era stato regalato al giovane agricoltore. In poco tempo era diventato domestico, è morto nella campagna di Gavorrano «mangiato da un lupo»

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GAVORRANO. Il “lupo” si è mangiato Ruggero, il montoncino domestico di Mattia. Se ne è andato la mattina di sabato, lasciando affranto il proprietario, al quale non sonorimaste che poche ossa e qualche ciuffo di lana a biancheggiare sul prato.

L’ennesima predazione è avvenuta nella campagna di Gavorrano, nell’azienda di Mattia Stefanini, che non è allevatore di animali, ma un giovanissimo imprenditore agricolo che aveva come compagno fidato proprio Ruggero: «Ruggero mi era stato regalato da amici – racconta – io non faccio il pastore, ma l’agricoltore. Ruggero me lo avevano portato come dono. Un montone intelligentissimo, allattato a mano e in breve tempo diventato domestico e mio amico inseparabile. Mi veniva sempre dietro e io me lo portavo al bar, in automobile, mi divertito a scherzarci e giocare. Gli mettevo cappelli, me lo abbracciavo. Era meglio di un cane. Avevamo un rapporto speciale».

Sebbene sapesse che nella campagna di Gavorrano e Ravi circolassero lupi, o sbrancati o in piccoli branchi, Mattia non si sarebbe mai immaginato di arrivare una mattina e trovare il suo amico senza vita. «Invece è andata proprio così – racconta addolorato – Quando sono arrivato in campagna, ho trovato Ruggero nel mezzo al prato. Ovvero, ho trovato pochi resti del mio montone. La rete del recinto che lo custodiva era rotta. Forse lui stesso l’ha sfondata, probabilmente impaurito da un pericolo. Ha provato a fuggire ma il lupo se lo è mangiato».

Mattia Stefanini sottolinea che nella zona ci sono lupi in quantità: «Se ne vedono continuamente le impronte – dice – e con i tantissimi cinghiali che circolano qui stanno degradando la campagna di Gavorrano. Non è nemmeno pensabile che i “lupi” mangino i cinghiali, come qualcuno vorrebbe far credere, perché ormai i cinghiali sono talmente grossi – oltre il quintale – che un lupo non è in grado di mangiarli. Forse riusciranno a mala pena a predare qualche altro animale, ma nulla più. Così attaccano continuamente pecore e montoni. Non credo sia una situazione ottimale per l’agricoltura e l’allevamento. Sarebbe il caso di cominciare a prendere seri provvedimenti».

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