Italia
Annarita e Piero vanno in pensione Chiude i battenti lo storico negozio
“Scampoli” è in via Bicocchi dal marzo del 1975 «Abbiamo iniziato a lavorare da giovani, ora ci riposiamo»
follonica
A fine anno un altro negozio storico di Follonica chiuderà i battenti. “Annarita Scampoli”, in via Bicocchi 91, c’è dal 10 marzo del 1975: dopo 43 anni di onorata carriera, Annarita Lo Re e il marito Piero Balestri hanno deciso di andare in pensione.
Una scelta presa quest’anno, dopo una lunga riflessione: Annarita ha 65 anni, Piero 69, hanno iniziato a lavorare da giovani e adesso è tempo di godersi la famiglia. Ma se per la coppia è un percorso più che normale, non lo è per la città del Golfo e per via Bicocchi, che perderanno un altro punto di riferimento che ha “vestito” migliaia di follonichesi in quasi mezzo secolo di attività.
I metri di stoffa venduti non sono quantificabili, ma certo sono tantissimi. «I miei genitori – racconta Annarita – avevano tre negozi a Chiusi Scalo: stoffe, tappezzeria e biancheria per la casa. Erano anni d’oro e in paese passava tantissima gente. Poi decisero di trasferirsi a Follonica e io li ho seguiti, mentre mia sorella, più grande di me di qualche anno, è rimasta a Chiusi, dove ha portato avanti una delle tre attività di famiglia. Quando sono arrivata a Follonica ho conosciuto Piero e ci siamo fidanzati. Non erano i tempi di adesso e mio padre mi disse: “o ti sposi o vai all’università”, e io ho scelto l’amore. Così abbiamo aperto questo negozio. Era il 10 marzo 1975, eravamo giovani e con tanta voglia di lavorare».
Il metro sul bancone e stoffe di ogni genere impilate negli scaffali che arredano il locale. «Mi hanno sempre raccontato che a Follonica prima che io arrivassi c’era una sarta bravissima che aveva al lavoro circa 40 dipendenti – continua Annarita – quelle donne hanno continuato la professione anche dopo che la signora chiuse la sua attività, e così in città c’erano decine di sarte molto capaci che acquistavano poi la stoffa per confezionare gli abiti per i loro clienti. Ora non è più così: i lavori a mano hanno perso il loro fascino, nell’abbigliamento soprattutto, e la gente preferisce comprare abiti già pronti. Comunque abbiamo sempre mantenuto la nostra clientela, e poi c’è chi si rivolge a noi per necessità, perché magari nei negozi non trova quello che cerca. C’è da dire che più che del cambio delle abitudini, abbiamo risentito della modifica della viabilità: da quando il Comune ha deciso di dividere via Bicocchi in diversi sensi di marcia il lavoro è calato moltissimo».
Annarita e Piero raccontano che prima quella strada era il cuore pulsante di Follonica. «Era un piccolo centro commerciale – dicono i commercianti – c’era il fruttivendolo, la farmacia, il giornalaio, il fotografo, la gastronomia, la merceria, insomma trovavi di tutto. Adesso purtroppo non è più così». E con la chiusura di Annarita Scampoli lo sarà ancora meno. —
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