Sicurezza
Addio a Mauro Carratelli generoso uomo di ricerca
Brevettò il K600, olio coadiuvante nella cura dei tumori: «L’ho regalato a tanti» Era stato sindacalista, amministratore della Rama e consigliere comunale
GROSSETO
Magari il nome di Mauro Carratelli a tanti grossetani, almeno a quelli più giovani, non dice molto. Forse è più conosciuto negli ambienti scientifici internazionali, per quelle sue ricerche sui radicali liberi che hanno portato, l’anno scorso, all’ottenimento del brevetto europeo per il K600, un olio di sua produzione coadiuvante nella cura dei tumori, oltre che per le scottature. E che in passato aveva condotto alla realizzazione del test sullo stress ossidativo, un piccolo prelievo di sangue per capire se siamo ammalati o no.
Perito chimico, ricercatore biochimico instancabile, fondatore della Diacron nella zona artigianale di Grosseto, già consigliere comunale, Carratelli è morto ieri a Bologna all’età di 71 anni, per le complicazioni di un’infezione. Lascia in eredità un patrimonio di conoscenze enorme, oltre che il ricordo di un’attività improntata alla generosità e all’altruismo, al desiderio di fare qualcosa per la salute e il benessere degli altri. Questo passaggio, da un’intervista al Tirreno dello scorso anno sul K600, parla da solo: «Ah, io non ho preso una lira per nessuna delle mie ricerche, in termini di contributi. E nemmeno un euro. Ho regalato quest’olio a tanti, questo sì. Il K600 non è in vendita, per ora. Ma adesso che è arrivato il brevetto, è bene che a beneficiarne siano in tanti».
Mauro era così. E tanti grossetani lo possono confermare. Passava sottotraccia, senza voler essere protagonista, animato comunque da spirito di servizio. Lo ricorda con affetto l’associazione maremmana Aloe: «Carratelli ha fatto parte del comitato scientifico dell’Ama da quando è stata fondata: ci rivolgemmo al suo laboratorio per analizzare le foglie di aloe ed i risultati lo interessarono così tanto da diventare uno dei più appassionati sostenitori della nostra attività di ricerca e divulgazione degli effetti benefici - dice il presidente Giuseppe Favilli - abbiamo perso un amico carissimo, ineguagliabile per spessore umano e levatura scientifica, ci mancherà moltissimo».
Dispiaciuto anche il dottor Franco Simoni, che affida a Facebook un ricordo: «Mauro, molti non lo sanno, è stato impegnato come dirigente dell’Us Grosseto a fine anni 70 primi anni 80. Da medico sociale trovai in lui l’unico che comprese l’importanza di alcune novità organizzative per il settore medico e dette un fattivo contributo all’acquisto di alcune apparecchiature elettromedicali per la terapia degli infortuni (jonoforesi, ultrasuoni) e di presidi curativi (taping), da me proposti, che a quel tempo potevano sembrare fantascienza. Mi sostenne anche nei controlli di idoneità ai calciatori, che divennero totalmente obbligatori solo nel 1982. In quegli anni lui era anche socio e anima del laboratorio Gamma, attualmente collocato presso la Salus».
Perché la vita di quest’uomo originario di Pienza si è intrecciata profondamente con la storia maremmana, a partire dagli anni Settanta. Sindacalista come segretario provinciale Uil Sanità, quando lavorava in ospedale; componente del direttivo provinciale del Partito socialista; amministratore delegato di Rama; consigliere comunale. Poi il distacco dalla politica («lì cominciarono le amarezze»). Nel febbraio scorso aveva scritto per il nostro giornale un ricordo del senatore Silvano Signori, in occasione dei quindici anni dalla morte: «Modesto e generoso, vicino a tutti», aveva scritto. Un ritratto che si attaglia perfettamente anche a lui. —
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