Il Tirreno

Grosseto

greggi al sicuro  

Predatori nei recinti dei parchi naturali

Fiora Bonelli

La Regione investe nelle riserve di diverse zone dell’Amiata Gli ibridi saranno custoditi nel comprensorio faunistico  

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Arcidosso

Al via nella zona dell’Amiata la valorizzazione delle riserve, delle oasi e del parco faunistico. Arriveranno anche lupi e ibridi.

La Regione investe nell’operazione ambiente sostenendo le realtà naturalistiche e ambientali di quattro comuni amiatini. Il protocollo è alla firma. Rilancio e promozione, dunque, di parchi, riserve, oasi per i comuni del versante grossetano dell’Amiata. Che possono diventare reali volani di sviluppo per il turismo e la tutela dell’ambiente e delle sue biodiversità.

I comuni di Arcidosso, Cinigiano, Semproniano e Roccalbegna, quelli cioè che possiedono riserve, oasi e parchi, stanno firmando con la Regione una convenzione per la promozione delle riserve naturali. La regione ha infatti scommesso su queste peculiarità ambientali ricche di flora e di fauna, del comprensorio montano, investendo, per l’anno corrente, 70-80mila euro per gli interventi previsti nelle riserve di tutti e quattro i comuni, che diventeranno un contributo annuale per la riqualificazione e la valorizzazione delle aree.

In particolare, fra le altre sue peculiarità, il parco faunistico del Monte Amiata diventerà anche il luogo dedicato alla gestione degli ibridi. Si vuole così dare un segnale forte alla tutela degli allevamenti quotidianamente falcidiati dalle predazioni di animali che stanno infestando la zona, catturando gli ibridi e gestendoli nei recinti a loro dedicati.

«Abbiamo firmato con la Regione – specifica il presidente dell’Unione Amiata grossetana Jacopo Marini – un secondo protocollo per la gestione degli ibridi. Il parco faunistico del Monte Amiata, infatti, possiede due recinti distinti: uno per i lupi e uno per gli ibridi. Tutti gli animali saranno dotati di un collare georeferenziato che permetterà di vedere esattamente dove si trovano. Utilizzeremo anche un’applicazione per studiare i loro comportamenti. Un sistema collaudato, questo, dall’Olanda, che lo sta utilizzando per i mufloni europei. Per ciò che riguarda la cattura degli ibridi, sono allo studio progetti specifici».

La possibilità di gestire ibridi e lupi, che potranno costituire anche un’attrattiva per i visitatori, oltre che una fondamentale tutela per i pastori, è data dal recente ripristino del recinto che li ospiterà (140mila euro di investimento) e dalla ricostruzione dell’altana sovrastante i recinti. «Il parco faunistico – aggiunge il presidente – che sarà anche centro visite, è adesso sicuro per la custodia degli animali. E a primavera il contributo delle Regione sarà impiegato per la risistemazione di due sentieri natura: quello che si snoda lunga il torrente Onazio e quello che dal parco faunistico conduce fino alla torre di David, a Monte Labro». Il parco faunistico è una vasta area divisa in ampi recinti al cui interno sono comprese varie specie di fauna appenninica: cervi, daini, mufloni, asini crociati amiatini e diverse specie di rapaci e pipistrelli, rettili e anfibi. Anche per quanto riguarda la flora sono presenti specie endemiche e rare o protette, come la viola etrusca. —

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