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Incentivi all’esodo: Conad e Unicoop tornano a trattare

Incentivi all’esodo: Conad e Unicoop tornano a trattare

Unicoop e sindacato hanno riavviato il confronto al Mise sul piano aziendale che prevede la cessione otto negozi nel Basso Lazio

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GROSSETO. Unicoop e sindacato hanno riavviato il confronto al Mise sul piano aziendale che prevede la cessione otto negozi nel Basso Lazio.

Unicoop, il cui obiettivo resta comunque quello del risparmio di 4 milioni annui, ha sostenuto una possibile ripresa del confronto con Conad per la vendita di quei negozi, eventualità che la Filcams Cgil nazionale «esclude categoricamente che possa essere condivisa. Di contro la proposta alternativa della cooperativa - si legge nella nota sindacale - resta quella di chiusura dei quattro punti vendita di Pomezia Cavour, Velletri, Frosinone e Aprilia, e sorprendentemente aggiunge che ha intenzione di ridimensionare altri tre punti vendita degli otto che determinerebbero ulteriori esuberi, che si aggiungerebbero ai 95 derivanti dalle chiusure».

Secondo la Filcams Cgil «Unicoop fa intendere che sarebbe disponibile a riaprire un piano di incentivi all’esodo e conferma l’applicazione dell’accordo del 2017 dichiarando la disponibilità alla ricollocazione nei punti vendita della rete. Questi strumenti sono sicuramente da tenere in considerazione su base esclusivamente volontaria, ma facendo una simulazione dello stato della rete vendita è evidente che per la quantità di esuberi molte lavoratrici e lavoratori dovrebbero accettare trasferimenti a decine o addirittura centinaia di chilometri di distanza».

Per quanto riguarda la contrattazione integrativa la Filcams Cgil «continua a escludere che possa essere ricontrattato l’integrativo entro il 30 novembre in una situazione che palesa ancora molte incertezze. Visti i risultati scarsi dell’incontro ci poniamo anche l’obiettivo di prorogare i termini del 30 novembre, eccessivamente stringente».

Al termine dell’incontro è stato deciso, su proposta del Ministero, di programmare un incontro in una data ancora da definire a delegazioni ristrette per approfondire e analizzare i dati economici degli otto punti vendita. Una situazione questa che non coinvolge i negozi maremmani, ma solo quelli del Lazio. 
 

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