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IL CONVEGNO 

Cure palliative, quando la medicina è umanità

Cure palliative, quando la medicina è umanità

Domani al Misericordia un incontro pubblico con dottori ed esperti per parlare della “Spiritualità alla fine della vita”

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GROSSETO

Domani si celebra la giornata nazionale delle cure palliative che, secondo la definizione dell’organizzazione mondiale della sanità, si occupano dell’assistenza ai malati terminali, quelli che non rispondono più ad alcuna terapia. E domani alle 10, 30, nella sala Pegaso della sede dell’ex 118, dietro al Misericordia, è in programma un incontro aperto ai cittadini, dal titolo “Spiritualità alla fine della vita: una vecchia/nuova sfida per la medicina”, con lo scopo di sensibilizzare sul tema delle cure palliative e sul ruolo e funzionamento dell’hospice.

Interverranno Bruno Mazzocchi, responsabile unità funzionale cure palliative di Grosseto, Andrea Salvetti, medico di medicina generale e coordinatore Aft di Grosseto, Maurizio Mannocci Galeotti, medico palliativista, task force Società italiana cure palliative sulla spiritualità di Firenze, Alessandro Bazzani, educatore dell’hospice di Grosseto.

L’obiettivo principale delle Cure Palliative è dare senso e dignità alla vita del malato fino alla fine, alleviandone il dolore e intervenendo anche con aiuti non specificamente medici, ma altrettanto necessari, come il supporto psicologico o spirituale.

Attraverso un lavoro di équipe, in cui intervengono professionisti e personale altamente specializzato, le cure palliative mirano a produrre effetti fisici, emozionali, sociali per migliorare il benessere e la dignità della persona, assistendo il malato e la sua famiglia. Le cure palliative rappresentano, quindi, la risposta più efficace alle esigenze dei malati terminali, che trovano la necessaria assistenza sia al proprio domicilio che negli hospice, le strutture specialistiche di ricovero nelle quali vengono temporaneamente o stabilmente accolti i pazienti.

«La giornata nazionale dedicata alle cure palliative è una ricorrenza importante per ricordare quanto oggi sia necessaria una profonda umanizzazione delle cure, restituendo dignità alla persona malata», dice Bruno Mazzocchi, direttore dell’hospice di Grosseto. «Recuperare la spiritualità nell’epoca della medicina tecnologica significa restituire anima e corpo alle persone che stanno soffrendo. Così come non è possibile immaginare una malattia cronica ed evolutiva che non faccia porre quesiti esistenziali ai sofferenti, altrettanto non è più possibile offrire una medicina che deleghi ad altri le questioni dello spirito, pensando che essa sia in grado di curare solo il corpo». —



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