Il Tirreno

Grosseto

Il sindaco chiede per la seconda volta che l’esercito presìdi le strade

Alfredo Faetti
Il sindaco chiede per la seconda volta che l’esercito presìdi le strade

Vivarelli Colonna difende quanto fatto in questi due anni e annuncia la firma di tre protocolli con la Prefettura

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grosseto

Non ci sta il sindaco di Grosseto a sentirsi attaccato sul tema della sicurezza. Il tentato stupro sotto l’arco del Cassero ha riacceso la discussione e da più parti sono arrivate stoccate nei confronti dell’amministrazione Vivarelli Colonna, colpevole a dire dei critici di aver fatto della sicurezza un baluardo elettorale senza poi dar seguito ai fatti.

«In due anni abbiamo raggiunto i risultati prefissi in cinque: chi attacca lo fa in malafede», è la replica il sindaco nel corso di una conferenza stampa affollata tra forze armate e associazioni in cui snocciola i numeri del suo governo e annuncia l’imminente firma con la Prefettura di tre protocolli: uno di sicurezza urbana, uno di videosorveglianza e uno di controllo di vicinato, con quest’ultimo che vede il ruolo attivo dei cittadini.

Tre carte da giocare insieme a una nuova richiesta al ministero dell’Interno (dopo che la prima inviata un anno fa non ha avuto risposta) per allestire un presidio dell’esercito all’interno della città.

Ci sono due possibili chiavi di lettura sulla conferenza convocata da Antonfrancesco Vivarelli Colonna ieri in sala consiliare, affollata di uniformi, pettorine e loghi di associazioni: una amministrativa e una politica. E per quanto il sindaco ribadisca più volte di essere «un amministratore e non un politico» è indubbio che dei passaggi abbiamo proprio quella chiave.

Rispedire al mittente ogni critica per quel che riguarda quanto fatto dalla sua amministrazione in termini di sicurezza, ad esempio. Ma anche la difesa «fino alla morte» del suo assessore alla Sicurezza Fausto Turbanti, che siede al suo fianco, finito al centro delle polemiche dopo i fatti del 1º novembre.

«Sia dal punto di vista della prevenzione incendi sia da quello della sicurezza in generale – dice Vivarelli Colonna – siamo riusciti, grazie alla perseveranza dell’assessore Turbanti e all’impegno del comandante Felice Carullo, a creare una grande collaborazione tra Comune, Prefettura, Questura e forze dell’ordine, soggetti ai quali estendo i miei ringraziamenti».

Difende tutto il sindaco: i risultati, il lavoro di squadra, l’impegno messo in campo. E gli atti amministrativi, spiega il sindaco, hanno permesso di ridurre sia il commercio abusivo sia gli insediamenti abusivi, seguendo il trend già positivo del 2017, sono state installate nuove telecamere di videosorveglianza, sia in città sia a Marina di Grosseto, sono aumentati tanto i controlli quanto il personale della polizia municipale, senza contare che la rete antincendio di abbattere il numero dei roghi nel 2018 in modo netto. Un lavoro di squadra (tra Comune, Prefettura, forze armate, municipale e associazioni) che Vivarelli Colonna rimarca più volte, scandendo bene i risultati.

Ma se questo è il bilancio di quanto fatto fino ad oggi, per il prossimo futuro sono in cantiere tre nuovi protocolli per la sicurezza con la Prefettura, uniti a una nuova richiesta al ministero (dopo che la prima non ha avuto risposta) per realizzare un presidio dell’esercito in città come deterrente per la micro e macro criminalità.

La firma su questi protocolli dovrebbe arrivare nelle prossime settimane e saranno indirizzati su più obiettivi: rafforzare la sicurezza urbana con il personale a disposizione, rendere disponibili subito qualsiasi immagine registrata che possa essere utile per qualsivoglia indagine e la chiamata a raduno dei cittadini, che diano una mano alle forze dell’ordine segnalando ogni movimento sospetto nel proprio quartiere. Tra quel che ha già calato e le carte che ha ancora in mano, sulla sicurezza Vivarelli Colonna intende puntare l’intera posta. —



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