Il Tirreno

Grosseto

saturnia 

Ennesimo attacco dei lupi «Non si può lavorare così»

F. B.

Il gregge di Virgilio Manini è finito nel mirino dei canidi Provvidenziale l’intervento dei cani da guardia dell’uomo che hanno salvato le pecore  

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«Vivere col lupo davanti all’ovile nonostante sia pastore da una vita, non credevo potesse accadere. Eppure è così».

A dirlo è Virgilio Manini, di Saturnia, dopo l’ennesima predazione nella sua azienda di Lasconi, ai danni del gregge. Ma non è la solita predazione, perché stavolta l’attacco si è consumato davanti all’ingresso del capannone che serve da ovile al gregge, dentro la corte dove sostavano alcune pecore in attesa di rientrare dentro l’ovile. Solo la presenza dei cani pastori, fra cui una con la sua cucciolata, ha evitato il peggio al gregge. Ma non ha risparmiato la paura dell’allevatore. «Siamo in pericolo – tuona l’uomo – qui ci sono sempre persone. Oggi ero qui con i miei due nipotini, di otto e quattordici anni. Non voglio pensare cosa sarebbe potuto succedere se si fossero trovati davanti il predatore. L’altro giorno un mio vicino è stato seguito da un lupo mentre era sul trattore e non riusciva a allontanarlo. Adesso io me lo vedo sbranare una pecora davanti alla porta dell’ovile. Mi sento in grave pericolo». Manini è da anni che combatte per risolvere il problema dei predatori. La sua azienda è stata fra le prime a essere colpita fin da una decina di anni fa, dagli attacchi dei “lupi”. Una gravissima piaga della maremma e dell’Amiata che mai si è interrotta e che si è allargata e si sta allargando a macchia d’olio senza che niente e nessuno sia stato in grado di arginarla.

«Io – dice Manini – ho provato tutte le strade. Mi sono rivolto a politici e sindacati, ho messo cani, faccio una guardia alle pecore che dura tutto il giorno. Ho continuato a subire danni, ma soprattutto non riesco a essere tranquillo. Qui a Lasconi siamo sempre diverse persone, compresi i nipotini. Chiedo di trovare un accordo con le associazioni ambientaliste e animaliste. Bisogna fare fronte comune. Credo che l’uccisione del 5% dei lupi come si prospetta nell’eventuale messa in atto del piano lupo non serva a nulla. Serve un’azione congiunta e concertata fra tutti che riesca a catturare questi animali, lupi o ibridi, e che ci permetta di vivere in pace». —

F. B.

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