Il Tirreno

Grosseto

«Così ho portato la gente in piazza dopo quello stupro Senza politica»

Francesca Gori
«Così ho portato la gente in piazza dopo quello stupro Senza politica»

Lucia Grechi ha creato l’evento su Fb e sono arrivate duemila persone: nasce un’associazione sul senso civico

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GROSSETO

Quella marea umana non se l’aspettava e martedì sera, quando ha visto quasi duemila torce accese in centro, le sono salite le lacrime agli occhi. Oggi Lucia Grechi, insieme ad altre cinque o sei donne, sarà dal notaio per costituire un’associazione: «Vogliamo cercare di non far morire qui questa grande mobilitazione - spiega - organizzando eventi e iniziative che facciano crescere il senso civico in ciascuno di noi, senza alcuna etichetta politica». Ieri mattina Lucia è stata invitata in Comune dove il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha fatto il punto sui progetti per la sicurezza in città. È stato un bel riconoscimento per la donna che da sola ha portato in piazza quasi duemila persone per dire no alla violenza dopo l’aggressione della cinquantaduenne al vallo degli Arcieri. «Sono stata contenta - dice - ma sono anche convinta che tutti noi possiamo fare qualcosa per rendere migliore la nostra città. Non basta il lavoro degli Enti, anche i cittadini hanno la loro parte nella lotta al degrado». Di idee Lucia e le sue amiche, quasi tutte donne con figli, qualcuna disoccupata e qualcuna con un lavoro, ne hanno tante. «Dobbiamo lavorare su un doppio binario - dice - per le donne e anche per gli uomini. La sicurezza è una cosa che riguarda tutti». Dai corsi di difesa personale nelle palestre a incontri per insegnare alle donne quali siano i comportamenti da mettere in atto in circostanze difficili e pericolose, come evitare di tenere il cellulare in mano in continuazione, soprattutto quando si scende dall’auto o quando si passa da una zona buia e imparare a guardarsi intorno. Tutto questo, tenendo a debita distanza la politica e i partiti. «Non è quello che ci interessa - dice - conosco tantissime persone che fanno politica in città ma non vogliamo legarci a nessuno, non ci vogliamo mischiare».

Come prima iniziativa, Luci vorrebbe che le donne si dotassero di un fischietto anti stupro. «Non è certo la soluzione di tutti i problemi - dice - ma potrebbe almeno aiutare a dare l’allarme quando una donna è in difficoltà. Certo, serve una risposta dall’altra parte e non l’indifferenza: inutile alzare la voce se poi nessuno interviene o ci ascolta». Il pensiero va inevitabilmente all’uomo che è passato accanto alla donna aggredita mentre Elsisi stava cercando di violentarla e anziché dare l’allarme si è allontanato. «Ecco, è questo che non dovrebbe più succedere - aggiunge - Quando qualcuno è in difficoltà abbiamo tutti l’obbligo di aiutare, di dare una mano».

Lucia Grechi martedì sera ha voluto ringraziare la sua città che è scesa in strada in massa. Che ha risposto così al suo appello. «I grossetani mi hanno stupito più di una volta - dice - anche se spesso non è stato facile coinvolgerli in iniziative di questo tipo. Martedì sera abbiamo dato tutti una grande prova di solidarietà nei confronti della donna aggredita. Ora dobbiamo lavorare per liberare la città dal degrado, a partire dai comportamenti dei ragazzi».

Il riferimento è a quello che succede sulle Mura: lo spaccio, il via vai di ragazzi di ogni età. «È sempre il solito discorso - dice - se non ci fosse la domanda non ci sarebbe l’offerta e su questo dobbiamo smettere di essere ipocriti. Sulle Mura gli spacciatori ci sono perché giovani e adulti acquistano droga. Chiaro che le forze dell’ordine debbano intervenire ma è anche vero che le famiglie hanno il potere di controllare i propri figli. Anche questo è un fronte sul quale è necessario lavorare». —

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