Il Tirreno

Grosseto

l’aggressione al vallo degli arcieri 

Le immagini dell’agguato riprese dalla telecamera

Francesca Gori
Le immagini dell’agguato riprese dalla telecamera

Il ventunenne si è nascosto dietro al muro dell’arco quando ha visto la donna La cinquantaduenne si era già allontanata ma lui l’ha presa alle spalle

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GROSSETO

La sequenza dell’arrivo della donna, della presenza di Mohamed Elsisi vicino all’arco della cinta muraria, delle primissime fasi dell’aggressione sono state riprese dalla telecamera di sorveglianza del Comune di Grosseto, che è stata acquisita dalla Procura. Una sequenza che non mostra la brutale aggressione e il tentativo di stupro della cinquantaduenne, ma che fa vedere soltanto il suo passaggio sotto l’arco e la presenza del ventunenne che, poco prima delle sette di giovedì 1° novembre, era già lì, a due passi dal centro e a due passi da dove è scattata l’aggressione.

Mohamed Elsisi era già vicino all’arco quando la cinquantaduenne è arrivata, dopo aver lasciato la sua auto al parcheggio del vallo degli Arcieri: la telecamera lo ha ripreso mentre camminava avanti e indietro in quel fazzoletto di centro, tra le Mura medicee e il parcheggio degli Arcieri. Quando la donna è arrivata, il ventunenne si sarebbe nascosto dietro al muretto dell’arco, per materializzarsi solo pochi attimi dopo. La cinquantaduenne ha detto qualcosa al ragazzo e si è allontanata: è lì che è scattato l’agguato. Il ragazzo le si è avvicinato da dietro, poi la telecamera, una dom che riesce a registrare a 360 gradi, non è più riuscita a immortalare la scena. Il ragazzo infatti è piombato addosso alle donne sulle scale che portano in via Saffi, subito dopo aver voltato l’angolo della prima rampa, in un punto che resta cieco rispetto all’occhio attento della telecamera di sorveglianza.

Ora le immagini sono state acquisite dalla Procura che aveva già ricevuto altre denunce nei confronti del ragazzo, una fatta dai carabinieri che erano stati chiamati da una donna aggredita vicino al Marraccini, mentre stava portando il cane a fare una passeggiata.

Il ventunenne, in quel caso, aveva palpeggiato la donna che era riuscita a liberarsi del suo aggressore tirandogli un calcio. I carabinieri della compagnia di Grosseto erano riusciti a identificare il ragazzo e lo avevano denunciato. In un’altra occasione invece, la denuncia era stata presentata alla polizia postale: una donna era stata aggredita dal ragazzo nel suo ufficio, mentre era al lavoro. Poi ci sono stati i casi delle due colleghe della cinquantaduenne. Casi che hanno spinto il giudice per le indagini preliminari che ha convalidato il fermo di Elsisi a scrivere nell’ordinanza che il ragazzo è «uno stupratore seriale».

Quello che gli investigatori non possono al momento stabilire è se il giovane stesse aspettando la donna, se avesse saputo che sarebbe passata da lì a quell’ora per andare al lavoro. Durante l’interrogatorio, al giudice ha spiegato di non ricordare nulla e di essere stato ubriaco. Circostanza questa smentita dalle analisi: il ventunenne non aveva bevuto e non aveva assunto stupefacenti. —

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