Sicurezza
Genitori, non facciamo gli struzzi Noi responsabili come molti altri
LA LETTERASono mamma di un bravo ragazzo e, come tutti i genitori, vorrei solo lui come figlio, ma anche lui – quando ancora era un “giovinastro” – ha fatto le sue esperienze con discoteca, alcol e...
LA LETTERA
Sono mamma di un bravo ragazzo e, come tutti i genitori, vorrei solo lui come figlio, ma anche lui – quando ancora era un “giovinastro” – ha fatto le sue esperienze con discoteca, alcol e sigarette a una età proibita e io, come molti genitori, ho passato la notte davanti alla discoteca in attesa che uscisse.
Devo essere sincera, eravamo diversi genitori a passare così i sabato sera, ma non a sufficienza.
Badate bene, per me era naturale essere lì, nessun sacrificio. Sapevo, però, che la sciocchezza mio figlio l’avrebbe fatta. Questo è il nocciolo: se mi raffronto con i genitori di altri ragazzi dell’età del mio, noto una sorta di repulsione ad ammettere la possibilità che anche il loro perfetto ragazzo/ragazza, in realtà, non lo sia veramente e che l’immaturità tipica della sua età lo porti a sbagliare.
Così, dopo le classiche raccomandazioni e cercando di convincere noi stessi che i nostri figli siano diversi dagli altri, lasciamo che vadano a divertirsi sperando che non lo facciano sballando, ma coscienti del fatto che, molto probabilmente, lo faranno.
Hanno imparato a farlo senza farsi “sgamare” e fingiamo di non saperlo.
Ora... Siamo genitori e non guardie, giusto. Ma queste non sono più delle feste dove magari si osa o si prova a trasgredire, ora c’è la certezza matematica che andare a una festa come quella del liceo classico sia sinonimo di eccesso e sballo per i ragazzini: birra, super alcolici, spinelli...
Io lo sapevo e, come me, lo sanno tutti i genitori che non è una festa normale, non sono più feste normali. E allora, vogliamo prenderci anche noi un poco di colpa?
Fare il genitore è così difficile che, alcune volte, dalla fatica che facciamo, non ammettiamo l’errore.
Dare fiducia, non darla... che confine sottile... ma questo genere di feste sono l’apoteosi degli eccessi.
Caro Liceo Classico, ma cara scuola in generale, sei una struttura presente fino alla campanella, ma dopo?
Anche il buon nome di una scuola, per quanto estranea all’organizzazione della festa, cade vorticosamente dopo eventi come questi, perché anche la scuola, volente o meno, è legata a questa scelta fatta dai ragazzi.
E chi affitta la struttura? Prende i soldi e scappa, perché legalmente non ha conseguenze (forse), ma certamente sa cosa accade ogni anno lì dentro: una festa pubblicizzata, 300 ragazzini chiusi con, a disposizione, alcol e altro, e neanche un sopralluogo da parte di un corpo di pubblica sicurezza.
Alla fine qui c’è una colpa diffusa, che deriva direttamente dalla a sindrome dello struzzo.
Puntare il dito contro gli altri è facile, facciamo una cosa difficile: in silenzio, allo specchio, puntiamolo contro noi stessi e aggiustiamo il tiro, perché siamo tutti bravi genitori, bravi professori, bravi imprenditori e bravi agenti, basta solo un poco di coraggio in più! —
Lettera firmata
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