Gioco
Addio a Livia, la fornaia di Braccagni «Ci mancherà il tuo cuore grande»
Stamani i funerali nella chiesa del paese davanti alla sua casa In gioventù era stata ostetrica Il ricordo di chi è venuto al mondo grazie a lei
grosseto
Se n’è andata Livia, Livia Pellegrini, l’amata fornaia di Braccagni. Aveva 79 anni e da tempo combatteva contro una malattia. Questa mattina alle 10.30, nella chiesa del paese – a due passi dalla sua casa ma anche dalla sua bottega – la comunità braccagnina si stringe al dolore dei familiari per darle l’ultimo saluto; poi il feretro verrà trasferito a Livorno per la cremazione.
A Braccagni la conoscevano tutti Livia, e tutti le erano affezionati: generosa, sempre positiva, era un punto di riferimento nella vita del paese.
«Era una signora di cuore, e aveva un cuore meraviglioso – la ricorda Edo Galli – Non c’era bambino che entrasse nel suo forno senza che lei gli regalasse un bombolone o la schiaccia. Le volevano tutti bene».
Casa e bottega, Livia. Il forno, davanti alla chiesa, l’aveva sotto casa. Intere generazioni la ricorderanno al banco del suo negozio: era una grande lavoratrice Livia.
Qualche tempo fa si era congedata dall’attività, rimasta comunque sotto la conduzione familiare. Ma «Se l’è goduta poco la pensione Livia – dice con rammarico Galli – Poco dopo, infatti, è subentrata la malattia».
Il ricordo di Livia Pellegrini rimarrà vivo nei cuori di tanti grossetani: per il suo carattere altruista e generoso e per quella naturale propensione che aveva verso gli altri e verso il mondo dell’infanzia.
L’amore per i bambini Livia se l’è portato nel cuore per tutta la vita. Forse, chissà, anche per la professione che faceva prima di sposarsi con Torero – Torero Mariani, un personaggio carismatico per Braccagni – e di dividersi con il marito il carico dell’attività di famiglia.
In gioventù Livia, infatti, faceva l’ostetrica. Alla clinica Francini di Grosseto: «Ha fatto nascere me e mio fratello, che siamo gemelli – dice Edo Galli – E come noi un’intera generazione». Erano gli inizi degli Anni Sessanta. E chissà in quanti oggi la ricorderanno.
Poi il matrimonio con Torero, il lavoro al forno, l’inserimento nella vita di paese a Braccagni che negli Anni Settanta, Ottanta e Novanta era una comunità compatta forse ancora più di adesso.
E quella coppia – Torero e Livia – che sfornava il pane che ogni giorno arrivava sulle tavole dei braccagnini, cioè in uno dei luoghi tra i più intimi delle famiglie, ha sempre ricoperto un ruolo importante nella vita del paese.
Livia Pellegrini lascia il marito Torero – con cui aveva già celebrato i cinquant’anni di matrimonio (un momento della festa nella foto) – la figlia Lucia, gli amati nipoti Guglielmo e Guendalina.
Lascia un grande vuoto Livia – prima ostetrica poi fornaia – ma anche una grande eredità di affetti che anche oggi la comunità vorrà tributarle. –
GIOVANNA MEZZANA
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