Il Tirreno

Grosseto

Abuso d’ufficio, Antonella Mansi indagata in Abruzzo

Alfredo Faetti
Abuso d’ufficio, Antonella Mansi indagata in Abruzzo

Al centro dell’inchiesta la valutazione di un ramo d’azienda. La vicepresidente: «Serena e fiduciosa nella magistratura»

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GROSSETO. Un’inchiesta ha scosso l’Agenzia delle Entrate dell’Abruzzo e tra i nove indagati c’è anche Antonella Mansi, vicepresidente Confindustria e vertice della Solbat di Scarlino.

Il reato contestato alla Mansi è abuso d’ufficio per una vicenda legati alla vendita di un ramo dell’azienda di proprietà di Mario Puccioni, anche lui indagato. «Sono estranea ai fatti, esprimo la mia piena fiducia nella magistratura – dice serena Mansi – Chiarirò la mia situazione nelle sedi opportune».

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Vasto, ruota attorno a una valutazione – ritenuta volutamente errata dall’accusa – del ramo aziendale che la società Puccioni ha ceduto nel 2013 alla società Hadry Tanks (amministrata dallo stesso Puccioni e da Mansi): società che si occupa dello stoccaggio e commercializzazione di acido solforico e fosforico. Il prezzo della cessione veniva stabilito in 8 milioni di euro. Ma nel febbraio del 2015 il direttore dell’Agenzia di Chieti, ufficio di Vasto, Maurizio Franceschini, va a scompigliare tutte le carte notificando alle parti un avviso di rettifica, con il quale rivede la stima del ramo d’azienda il cui valore economico complessivo viene fatto salire a 19 milioni e mezzo di euro. Da qui i presunti reati contestati agli indagati, che attraverso la valutazione volutamente errata – sostiene l’accusa – ha fatto risparmiare una somma considerevole al privato. Qui entra in scena la tentata concussione nei confronti dell’ex direttore dell’Agenzia delle entrate della Regione Abruzzo, Federico Monaco e dell’ex direttore provinciale di Chieti, Roberto Nannarone, che avrebbero fatto pressione su Franceschini perché rivedesse la sua perizia e annullasse l’atto.

Secondo gli investigatori Nannarone avrebbe anche cercato di smuoverlo dalla sua posizione parlando di pressioni che gli sarebbero arrivate dalla vicepresidente. Il direttore di Vasto ha tenuto il punto, così Monaco e Mastrodicasa hanno richiesto all’Omise (Osservatorio del mercato immobiliare e dei servizi estimativi dell’Agenzia delle entrate di Roma) un parere sulla stima: il direttore all’epoca era Gianni Guerrieri, altro indagato (gli altri tre sono Marco Mastrodicasa, responsabile dell’ufficio legale regionale dell’Agenzia; Vincenzo Smorto, direttore di Chieti; Silvio Susi e Tiziana Capaldo, funzionari di Chieti) ha calcolato nuovamente il valore complessivo in 9 milioni e 680 mila euro. Ma per la Procura anche questa stima è inesatta.
 

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