Il Tirreno

Grosseto

massa marittima 

Museo archeologico: studio sui reperti conservati a Firenze

; G.S.
Museo archeologico: studio sui reperti conservati a Firenze

In vista del riallestimento delle sale, l’amministrazione sta procedendo alla ricognizione di tutti i beni che costituiscono il patrimonio artistico e culturale

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Continua la ricognizione del materiale posseduto dal museo Archeologico di Massa Marittima.

Da circa tre anni l’amministrazione comunale ha in scelto di far svolgere uno studio approfondito sui beni posseduti così da permettere un riallestimento del museo, oggi considerato antiquato. «Volevamo rifare il nuovo allestimento – spiega l’assessore Marco Paperini – ma ci siamo resi conto che fare un progetto fatto bene presuppone avere conoscenza precisa del materiale da esporre. Così due anni fa abbiamo fatto studiare la collezione Galli di proprietà del Comune, poi il materiale di Poggio Castiglione e oggi è partita lo studio sui materiali conservati a Firenze».

Grazie a dei finanziamenti regionali è infatti stato portato avanti il progetto di ricognizione, revisione e analisi dei materiali degli scavi dell’Accesa e oggi conservati nei magazzini dell’università di Firenze.

Negli anni è stata realizzata la revisione dei materiali provenienti dalle necropoli, mentre è ancora da revisionare la parte relativa ai materiali provenienti dai quartieri abitativi. «La ricognizione in corso – dice Paperini – non è una mera quantificazione dei materiali ma è finalizzata all’individuazione degli oggetti più adatti all’esposizione e dei criteri di allestimento». Proprio per questo motivo il Comune intende eseguire lo studio sugli scavi sul sito etrusco del lago dell’Accesa. Ricerche che sono state dirette per circa trent’anni dal professor Giovannangelo Camporeale, recentemente scomparso.

Negli ultimi anni la direzione è poi passata al dottor Stefano Giuntoli, assistente del professore sullo scavo e nei lavori scientifici. Il Comune ha quindi ritenuto che il dottor Giuntoli fosse la persona più idonea per continuare a svolgere il lavoro di ricognizione sul materiale degli scavi conservati oggi a Firenze. A questo fine è stata data la disponibilità di 5 mila euro: fondi arrivati dalla Regione Toscana e a disposizione per il lavoro museale. — G.S.

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