La protesta
La storia dell’Alto Medioevo si racconta a Vetricella
L’università di Siena e quella americana a Roma studiano l’insediamento Analisi a tutto campo dalla biologia all’archeologia
scarlino
A Scarlino è stato presentato il progetto “nEU-Med day in Maremma”. Il team coordinato dalla professoressa Giovanna Bianchi dell’università di Siena e dal professor Richard Hodges, archeologo e presidente dell’Università americana di Roma, ha presentato al pubblico i risultati dei primi tre anni di ricerche e le ipotesi su possibili scenari futuri. NEU-Med è acronimo di un progetto dal titolo Origins of a new economic union 7th-12th centuries– che ha come capofila il dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali in collaborazione con i dipartimenti di scienze della terra e di biotecnologie, chimica e farmacia dello stesso ateneo. Il progetto, iniziato nel 2015, è stato finanziato dall’Unione Europea (2,5 milioni di euro) all’interno del programma Erc-Advanced, e rappresenta per innovazione e interdisciplinarità una prestigiosa realtà per l’Università di Siena e per l’intero panorama della ricerca nazionale nel campo delle discipline umanistiche.
L’indagine archeologica è partita dal grande lavoro del professor Riccardo Francovich e dei suoi allievi. Durante i primi tre anni di progetto il lavoro si è concentrato nell’area costiera meno coinvolta dalla precedente stagione di ricerca. Qui sono state indagate vaste porzioni di territorio ed è stato aperto lo scavo archeologico in località Vetricella, nel territorio comunale di Scarlino che, per l’importanza dei rinvenimenti sinora acquisiti, rappresenta una sorta di cartina di tornasole delle più importanti ipotesi legate agli obiettivi del progetto nEU-Med, che – per usare le parole del professor Hodges – «può riscrivere una narrativa della storia del Mediterraneo per l’Alto Medioevo».
L’importanza del sito della Vetricella e la presenza di evidenze monumentali e paesaggistiche di questo comprensorio, caratterizzato da importanti centri storici, ha spinto ad includere nel team anche professionisti in grado di elaborare preliminari progetti di valorizzazione.
Quest’ultimi diverranno la base di partenza per un confronto con gli enti locali coinvolti. — G.S.
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