La manifestazione
Impalcature da 15 anni, ultimatum del Tar
Dopo l’ordinanza del Comune e il ricorso della Diocesi, i giudici rinviano la decisione e invitano a trovare una conciliazione
scarlino
Da quindici anni quelle impalcature insistono sulle mura della chiesa e del convento di San Donato, lungo la curva che costeggia la strada di ingresso a Scarlino. Toglierle significherebbe, probabilmente, veder crollare l’intera parete. Una situazione che va avanti da tantissimo tempo ma che oggi sembra aver trovato nuovo interesse, e forse una svolta, da quando un privato cittadino si è chiesto: «Che immagine diamo del borgo?».
Dell’argomento si è ampiamente discusso durante queste ultime settimane, tanto che dalla segnalazione di Valerio Radi sono nati sopralluoghi da parte del Comune e una riunione a cui hanno partecipato, oltre ai tecnici comunali, anche esponenti della maggioranza e dell’opposizione.
Una vicenda che fino ad oggi non ha però trovato soluzione: da un lato la Curia, che non ha svolto i lavori di manutenzione e, dall’altro, l’amministrazione comunale, che ha cercato un dialogo per risolvere il problema, richiedendo poi una perizia per stabilire definitivamente di chi fosse quel muro.
Oggi è stato stabilito che la cinta muraria è della Curia e l’amministrazione ha quindi pensato di affidarsi a un’ordinanza per imporre di procedere con la tanto attesa messa in sicurezza del bene. Così è stato. Il sindaco Marcello Stella il 5 ottobre scorso ha emesso un’ordinanza per gli interventi di messa in sicurezza del paramento murario di San Donato.
La diocesi di Grosseto ha però presentato un ricorso, chiedendo l’annullamento dell’ordinanza. Nei giorni scorsi il Tar della Toscana ha deciso di rinviare la discussione al 27 novembre, con una precisazione: che il rinvio sia l’occasione per sollecitare Curia e Comune a trovare una soluzione condivisa sulla controversia, in modo da arrivare in modo più semplice alla soluzione dei problemi di stabilità di quel tratto di cinta muraria. Insomma, la speranza è che le due parti trovino da sole una soluzione al problema, prima che lo debba fare il tribunale.
«Di fatto stiamo cercando una conciliazione – ha commentato il sindaco Stella – staremo a vedere chi ha ragione e chi ha torto su questa questione».
L’attesa, adesso, è per un incontro dei legali delle due parti: «L’incontro dipende dalla Curia – dice Stella – noi siamo sempre disponibili. Se troveremo la conciliazione bene, altrimenti sarà il giudice a decidere per noi».
Il problema riguarda da vicino anche la condizione del piccolo capoluogo: interventi come quello sulla cinta muraria sono fondamentali per il decoro urbano. L’argomento in breve tempo è diventato topico tanto che in molti, sia cittadini che amministratori, hanno voluto intervenire. Per Scarlino togliere quelle impalcature vecchie di quindici anni significa lanciare un messaggio positivo di rinascita e di valorizzazione dei beni. —
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