Attenzione
Il manager delle Terme: «Il Gorello? È nel degrado»
Saturnia: Caputi interviene sulle famose cascatelle che sgorgano sotto il resort. «Il Comune gestisce da anni un luogo che è il contrario di ciò che doveva essere»
MANCIANO. L’arrivo sulle Colline dell’Albegna di un investitore del calibro di Massimo Caputi ha innescato grandi aspettative. Abruzzese, 66 anni, imprenditore e top manager di grandi società private e pubbliche – da Prelios-ex Pirelli Real Estate a Sviluppo Italia (sono solo due esempi) – Caputi è presidente e socio di riferimento di Feidos, la società che insieme al fondo americano York Capital ha acquistato, per 40 milioni di euro e dalla famiglia milanese Manuli, il gioiello Terme di Saturnia. A Caputi il Tirreno ha chiesto cosa pensa della polemica sulle Cascate del Gorello che alcune settimane fa ha tenuto banco fra le fila della politica mancianese portando a uno scontro fra minoranza e opposizione.
VIDEO. Dal nostro archivio
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Ingegnere, alcune parti politiche chiedono che le Cascate del Gorello rimangano, nel 2020, in gestione al Comune. Lei cosa pensa?
«Credo che sia un falso tema motivato solo da beghe politiche locali che non ci interessano e dalle quali vogliamo restare estranei. Il comodato scadrà tra circa due anni e per ora non vedo temi odierni, tranne evidenziare con dispiacere il pesante degrado in cui da anni si trova un luogo magico».
Può spiegare il suo pensiero sulle Cascatelle?
«Il Comune gestisce da anni le Cascate che sono diventate il contrario di quello che dovevano essere: sono un punto di degrado, malgrado le foto truccate che si vedono sui social. Purtroppo la maggioranza degli utenti delle Cascate del Gorello la sera va a dormire fuori dal comune di Manciano e invece di lasciare ricchezza sul territorio, lascia inquinamento e rifiuti; abbiamo fatto fare da un operatore specializzato un’accurata analisi basata sul posizionamento dei cellulari e a Manciano la sera rimane poco».
Secondo lei, qual è il modello futuro per la gestione delle Cascate del Gorello?
«Io sono qui da pochi mesi e non posso dare giudizi affrettati; le nostre priorità sono rilanciare il brand Saturnia, destagionalizzare i flussi, diffondere ricchezza sul territorio, garantire occupazione serena ai nostri circa 200 dipendenti, far quadrare i nostri conti che da 11 anni sono in perdita e la precedente proprietà era di grandissimi imprenditori; ogni mese Terme di Saturnia eroga circa un milione di euro sul territorio tra stipendi e servizi e troppo spesso questo elemento viene dimenticato. Non sono un mago e vanno completate analisi e ipotesi di lavoro con calma e serenità, fuori dall’arena della rissa politica. Intanto il Comune facesse quello che in 5 anni non ha fatto: garantire la balneabilità delle acque e creare parcheggi adeguati per auto e bus non a ridosso del Gorello. In cinque anni nulla è stato fatto per rispettare la bellezza di questo luogo».
Cosa vede nel futuro del Gorello?
«Il Colosseo, Pamukkala in Turchia (simile al Gorello), le cascate di Iguassu, la Torre Eiffel, i ghiacciai delle Dolomiti, o tanti luoghi naturali o costruiti nel mondo come il Giardino dei Tarocchi, sono volano di grande ricchezza, ma vanno rispettati e curati; chi vuole visitare un ghiacciaio della Marmolada o un bosco trentino non ci arriva in macchina e ci lascia rifiuti: lo arrestano. Le Cascate del Gorello sono e devono restare un bene pubblico nel senso più vero della parola: vuol dire che tutti devono poterne fruire, ma non vuol dire che sono di nessuno, cioè che tutti possono inquinare e non rispettare. Le Cascate del Gorello devono portare ricchezza vera al territorio. Tra un anno inizieremo a parlarne seriamente».
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