Gioco
Una fiaccolata per dire basta a violenza e paura Più di 100 adesioni
Il tam tam è partito su Facebook, domani sera il ritrovo «Solidali con la vittima, vogliamo la nostra libertà»
GROSSETO
Il messaggio ha cominciato a circolare due giorni fa e già ieri pomeriggio erano più di cento le donne che hanno risposto all’appello, confermando la loro presenza in piazza Dante domani sera, alle 21,30, con una fiaccola in mano per dire no alla violenza.
È stata Lucia Grechi la prima a cambiare la sua immagine del profilo, inserendo un fiocco rosa, per richiamare l’attenzione di tutte le amiche e conoscenti dopo il tentativo di stupro avvenuto sulle scalette tra il parcheggio degli Arcieri e via Saffi, la mattina di giovedì primo novembre.
Era già giorno quando Mohamed Ismail Kamel Elsisi ha aggredito prendendola alle spalle una donna di 52 anni che stava andando al lavoro in centro.
È stata un’aggressione brutale, quella di giovedì mattina, finita solo quando la cinquantaduenne è riuscita a liberarsi dopo aver strappato un pezzetto di lingua al suo aggressore, mordendolo con tutta la forza che aveva, nonostante la mascella fratturata da un cazzotto.
«Di fronte a un fatto del genere non me la sono sentita di restare con le mani in mano - spiega Lucia Grechi - Sono rimasta profondamente indignata da questo orrore: frequento il centro per vari motivi e uso quel parcheggio. Dopo i fatti dell’altro giorno ho contattato un po’ di donne e sono venute fuori delle idee».
Si parte intanto con una fiaccolata per chiedere maggiore sicurezza in centro ma anche per far passare il messaggio che le donne devono essere libera di muoversi, senza aver paura di essere aggredite e violentate. «Poi vorremmo organizzare un corso di autodifesa - spiega - ma soprattutto, ci piacerebbe che le donne fossero messe in condizione di poter guadagnare qualche secondo per cercare di scappare e chiedere aiuto, oltre ad imparare ad utilizzare lo spray al peperoncino».
Queste sono solo alcune delle idee che la donna ha raccolto parlando con le amiche e con le conoscenti che hanno dato la loro disponibilità a partecipare intanto alla fiaccolata. A muoversi insieme per fare qualcosa, per far vedere che a Grosseto le donne ci sono e vogliono continuare ad essere protagoniste delle loro vite.
«In questo modo, con questa fiaccolata - aggiunge - volevamo fare un gesto solidale verso la vittima, dimostrarle che le siamo accanto e che non vogliamo lasciarla sola. Ma vogliamo anche lanciare un messaggio agli uomini: devono capire che siamo stanche di avere paura per noi e per le giovani e che siamo pronte a riprenderci il centro e la libertà di viverlo. Per questi motivi abbiamo deciso di unirci e fare un corteo apolitico fatto solo di donne e uomini che vogliono poter scegliere di uscire da casa quando vogliono e parcheggiare in città senza essere condizionate dalla violenza». —
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