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Pastore trova canne di cannone e le dona al paese «Siano un monito»

F.B.

Stamani a Saturnia  la cerimonia di consegna dalle mani di Fernando Tizzi «I tedeschi le abbandonarono dopo un bombardamento»  

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manciano

Canne di un cannone tedesco come monito contro tutte le guerre sul monumento ai caduti di recente restaurato a Saturnia.

Oggi in tutte le frazioni del Comune di Manciano sarà celebrato il centenario della fine della Prima Guerra mondiale. A Saturnia, oltre alla consueta celebrazione della santa messa che si terrà alle 11 nella chiesa di Santa Maria Maddalena, si metterà a disposizione del pubblico un reperto storico molto interessante. Sono due canne di cannone che un cittadino di Saturnia ha recuperato alcuni anni fa nei campi mancianesi e ha voluto mettere a disposizione del Comune come segno forte e monito contro ogni genere di guerra.

Le canne di cannone le ha trovate Fernando Tizzi, pastore, che vive al podere Bacciolina e le aveva notate in una siepe al confine fra due terreni. «Una delle due canne – spiega Tizzi – era stata usata come colonna per la recinzione e l’altra era quasi sepolta sotto terra. Pensai subito che quei materiali avrebbero costituito un reperto significativo, una testimonianza materiale di ciò che la guerra aveva lasciato dietro di sé e mi venne subito in mente di chiedere all’amministrazione comunale se ritenesse opportuno esporle pubblicamente come simbolo e segnale forte contro la guerra. Questa amministrazione si è mostrata sensibile e interessata e dunque le due canne di cannone verranno affiancate al monumento ai caduti di Saturnia. Ne sono contento».

Tizzi è un raccoglitore di oggetti d’epoca e reperti storici. Un collezionista incallito e sa raccontare le storie che sono dietro a ognuno degli oggetti che possiede. E anche delle due canne di cannone racconta la storia.

«Era il 13 giugno 1944 – spiega – quando nelle campagne di Saturnia passavano i soldati dell’esercito tedesco in ritirata, che naturalmente avevano preferito imboccare strade interne e secondarie risalendo da Roma. I soldati si erano fermati sotto il paese nella zona del Marruchetone. Gli americani sparavano sui tedeschi dalla parte della Campigliola. I cannoni tedeschi erano ippotrainati, ma gli americani riuscirono a uccidere molti cavalli, oltre che quattro o cinque soldati. Per questo i tedeschi furono costretti a lasciare un paio di cannoni in loco. Ma prima li fecero esplodere perché i nemici non potessero usarli. Lì lasciarono i pezzi esplosi che furono nel tempo presi dalla popolazione. Queste canne, rinvenute nel posto dove avvenne questo fatto, sono proprio di quei cannoni fatti esplodere». — F.B.

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