Sicurezza
Carlo Cottarelli a Grosseto: dialoghi sulla spesa pubblica
L’associazione Rasoio di Occam invita “Mister Forbici”. Il presidente Bruno Detti spiega ragioni e temi dell’incontro
GROSSETO. «Parleremo di spesa pubblica, di conti dello Stato e degli enti locali, di finanza ed economia. E lo faremo con uno dei massimi esperti in materia: il professor Carlo Cottarelli».
Il notaio Bruno Detti, presidente dell’associazione “Rasoio di Occam”, introduce così, l’incontro in programma oggi, lunedì 5 novembre, alle 17 nell’aula magna del polo universitario, in via Ginori a Grosseto.
In questa occasione, ospite del Rasoio sarà l’economista lombardo, già commissario alla spending review durante il governo Letta. Il suo Osservatorio sui conti pubblici ha fatto le pulci a tutti gli ultimi governi e a chiunque abbia messo a punto programmi di spesa.
Perché avete cercato e portato a Grosseto proprio Carlo Cottarelli?
«Perché fa parte di una piccola schiera di “giusti”, di illuminati, di persone che non parlano a caso. E le tendenze nell’andamento della spesa pubblica negli ultimi dieci anni credo che le conosca meglio di chiunque altro».
Manca davvero in Italia la disponibilità finanziaria per rimettere in moto il Paese?
«No, non è così. Le risorse ci sono, fondi bloccati. Di recente il ministro Tria ha spiegato che il governo non riesce a spendere centocinquanta miliardi di investimenti pubblici già stanziati. Idem nell’economia privata. Durante i dieci anni di crisi gli italiani hanno comunque accresciuto il proprio patrimonio portandolo a quattromila e duecento miliardi, di cui milleduecento oggi fermi su conti correnti e depositi. Soldi non utilizzati per complicazioni normative, burocrazia, lungaggini, rischi e costi che precedono e accompagnano un investimento. La paralisi degli investimenti privati e pubblici nasce da qui e il Rasoio di Occam, molto semplicemente, insiste su questo tasto».
Qui viene in mente subito la Maremma e quel corridoio tirrenico, idealmente concepito nel 1985 e non ancora realizzato.
«Esatto. In trentatré anni la Livorno-Civitavecchia è stata realizzata poco e male, a pezzi e bocconi; e oggi è ben lungi dall’essere conclusa. E il problema non è mai stato la disponibilità economica, piuttosto le competenze, la chiarezza, il caos normativo in cui è avvolto il Paese, a ogni livello. La burocrazia è il peggior nemico degli investimenti, impedisce di decidere, di progettare, di rispettare le tempistiche, di spendere».
Il Rasoio, anche quando si parla di deficit, fa un ragionamento diverso. Quale?
«Nella spesa pubblica bisogna smettere di guardare il quanto; conta il come, il “perchecosa”. I ragionamenti sul famoso rapporto debito-Pil sono complessi, è vero, ma alla fine si possono comprendere con esempi facili. Ed è quello che farà Cottarelli. Faccio io un esempio, sperando di risultare chiaro: se decidiamo di indebitarci ulteriormente per spendere in istruzione, migliorando quindi il sistema scolastico, la formazione dell’individuo, che poi dovrà essere inserito nei processi produttivi, probabilmente avremo in futuro un effetto moltiplicatore sul Pil. Ma non dobbiamo farlo nel modo in cui lo si è fatto fino a oggi, ma puntando su altri strumenti: la qualità dei docenti e delle strutture, il collegamento con le aziende, la valorizzazione del merito. E per fare questo non è detto si debba per forza aumentare il debito e spendere più del passato, anzi... Bisogna semplicemente spendere meglio».
C’è una giungla di enti e società che invece di offrire servizi, creano complicazioni. Come sfoltirla?
«Questo lo chiederemo a Cottarelli. Non vorrei farla io, la lectio magistralis».
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