Sicurezza
Addio acqua cheta: noi riscaldiamo e lei si fa assassina
Ottima è l’acqua, diceva l’antico pensatore. L’acqua è amica in quantità moderate. Quando si moltiplica eccessivamente diventa minaccia. Non è più acqua cheta. Rumoreggia. Porta via tutto quel che...
Ottima è l’acqua, diceva l’antico pensatore. L’acqua è amica in quantità moderate. Quando si moltiplica eccessivamente diventa minaccia. Non è più acqua cheta. Rumoreggia. Porta via tutto quel che incontra. Può diventare anche – l’abbiamo visto nei giorni passati – acqua assassina.
Uccide senza movente. Oppure a causa dei crimini umani contro l’ambiente. Crimini che causano l’eccesso di tutto, eccesso di caldo, di vento, di pioggia. Gli eventi acquacei di carattere devastante e dilacerante erano, fino a pochi decenni fa, di rara occorrenza. Come l’alluvione che segnò la memoria della piccola città, e che proprio in questi giorni viene ricordata.
Negli ultimi anni invece quegli eventi liquidi di natura calamitosa si sono moltiplicati. Città e territori distrutti, morti e feriti. Guardate Rapallo, Portofino, Belluno. Le nostre coste. Effetto diabolico del riscaldamento globale provocato dall’uomo, dicono in molti. I pessimisti totali spiegano anche che – se volessimo fare qualcosa per ridurre quel riscaldamento – è ormai troppo tardi. Abbiamo superato il tempo massimo. Cambiamenti climatici fisiologici nella millenaria vita della terra, dicono altri. Ce ne sono stati infiniti. Semplice reazione divina alla zozzeria dell’uomo, argomentano invece alcuni reverendi di varie confessioni. L’ultima ipotesi giunta è che si tratti di guerra climatica messa in atto dai poteri forti, con l’uso di determinate armi segrete, per impedire all’Italia di procedere nella via della liberazione da quegli stessi poteri. Quelle armi segrete sono state anche fotografate. Ci sono eloquenti foto in giro. In una un esserino verde con la testa a nocciolina spara verso la terra con quel che sembra un mitra giocattolo. Un mitra ad acqua, appunto.
Quale sia la causa degli omicidi acquatici, bisogna comunque intervenire in modo serio. No, non arrestando l’acqua. No, bisognerebbe piuttosto cercare di evitare quei comportamenti che aumentano il riscaldamento terrestre. E rendere i nostri territori sempre meno indifesi, meno aggredibili. Sempre più sani. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google