Sicurezza
Selezione e valutazione dei cani antidroga, via all’interrogazione
Tornusciolo ha formalizzato le critiche dei giorni scorsi chiedendo l’istituzione di una commissione super partes
GROSSETO
Il cane – o i cani – che il Comune di Grosseto ha destinato all’unità cinofila antidroga della polizia municipale tornano al centro dell’attenzione del consigliere comunale di Casapound Gino Tornusciolo che ha presentato un’interrogazione e una mozione per sapere come siano stati selezionati i cani e gli addestratori e chi ne valuterà la capacità operativa al termine dell’addestramento.
I due cani sono due cuccioli di pastore belga Malinois, di poco più di otto mesi: uno dei due animali, Destroy, è stato acquistato, in seguito a regolare procedura pubblica, dalla Scuola cinotecnica italiana per circa 10mila euro comprensivi dell’addestramento di cane e conduttori. A quanto pare, poi, il fornitore avrebbe anche deciso di donare al Comune un secondo animale, Van Basten, anche lui inserito nel percorso di addestramento. Nella sua interrogazione Tornusciolo spiega che non esistono, in Italia, enti che possano certificare che i cani formati da soggetti privati siano effettivamente idonei alla ricerca della droga, perché l’addestramento «volto all’abbinamento odoroso delle sostanze stupefacenti, in modo che il cane impari a riconoscerle, è svolto con pseudo essenze che non assicurano l’effettivo risultato», inoltre solo polizia, guardia di finanza e carabinieri sono «effettivamente autorizzati all’addestramento di cani antidroga» e lavorano con sostanze reali.
Il capogruppo del movimento neofascista chiede, dunque, di sapere perché il Comune non si sia rivolto agli unici soggetti specializzati per la formazione di un nucleo di cinofili della polizia municipale. C’è, poi, la questione della selezione degli animali che – dice Tornusciolo – non risultano aver sostenuto alcun test psicoattitudinale da parte di veterinari specializzati. Potrebbero non avere le capacitò comportamentali richieste per i cani di pubblica sicurezza o potrebbero anche essere affetti da displasia del gomito, una patologia ereditaria che, se e quando si manifesta, può portare a zoppia e artrite. Il fornitore è stato scelto in base alla migliore offerta economica, ma Tornusciolo chiede perché non sia stata prevista una commissione di veterinari che valutasse le capacità psicoattitudinali ed effettuasse anche gli esami radiografici. Questo per quanto riguarda la selezione a monte dei cani da destinare alle attività antidroga.
C’è poi una terza richiesta, che si collega con la mozione che Tornusciolo porterà all’approvazione del consiglio comunale: finito l’addestramento è prevista una commissione che valuti i cani, ma è stabilito che sia composta da personale della scuola. Il capogruppo di Casapound chiede perché non sia stata prevista una commissione super partes e la sua mozione, se approvata, impegnerà l’amministrazione a istituirne una che valuti se i due cani sono effettivamente in grado di svolgere il loro lavoro. — ENRICO PIZZI
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