Sicurezza
L’agonia di Torre Mozza: il mare spazza via l’ex spiaggia da sogno
Piombino: intorno alla Torre tante macerie, danni alle strutture e alberi caduti. Un altro schiaffo dopo anni di logoramento per l’erosione costiera
PIOMBINO. Chissà cosa avrà pensato la vecchia Torre Mozza. In più di 500 anni ha visto passare di tutto sotto il suo sguardo fiero. Ma mai come ora le sue compagne di vita, la spiaggia e la pineta che si distendono ai suoi fianchi, sono state maltrattate dalla furia della natura.
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La mareggiata terribile di lunedì ha assestato un colpo duro alla località balneare tra Piombino e Follonica. Nell’immagine da cartolina alterata dalla mano pesante del maltempo, l’unico elemento al solito posto è la Torre, costruita dagli Appiani e trasformata negli ultimi anni in un relais di lusso. Intorno al monumento, invece, sembra di trovarsi in una casa messa a soqquadro dai ladri.
Macerie, pali e staccionate in legno, bombole del gas, docce, alghe e laterizi si stendono senza soluzione di continuità ai pedi della Torre. Lo spettacolo, posando lo sguardo verso Follonica, è inquietante. Non si può scendere in spiaggia, visto che il mare, pur con meno intensità rispetto ai giorni di picco del maltempo, continua a schiaffeggiare il muro di contenimento a protezione della pineta.
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Chi ricorda la Torre Mozza degli anni ’80 e ’90 non crede ai suoi occhi: la spiaggia più profonda della Costa Est con metri e metri di arenile è ridotta a uno strato sottile. Una volta bastavano pochi passi in mare per salire sulla scoglierina emersa nei giorni di bassa marea (una antica strada di epoca romana). Ora la scogliera si è allontanata di parecchi metri dalla battigia. E la spiaggia logorata anno dopo anno da un’erosione accelerata da interventi artificiali non concordati tra le province di Livorno e Grosseto (porticcioli e barriere) è adesso soffocata dalla mareggiata record. Da lontano si vedono muri rotti e alghe ammassate. La pineta, dove anni fa pulsava il villaggio turistico poi chiuso, andato in malora e demolito, è totalmente indifesa di fonte all’azione del mare.
Oltrepassare la torre e guardare verso Piombino non è un sollievo. Nei primi metri di spiaggia dopo il monumento si trovano i resti di parte delle attrezzature dello stabilimento balneare. Più avanti il Mirollino, il ristorante – bar in legno a pochi metri dalla spiaggia, è stato colpito e quasi totalmente distrutto dalla forza del mare, che ha spinto la linea di costa per metri verso la pineta, scavando una sorta di canyon e scoprendo sostegni e grossi pilastri di cemento. Pochi passi e si vede altro cemento scavato dalla mareggiata, forse si tratta dei resti di vecchie cabine che una volta si trovavano in quel tratto di sabbia.
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Ma è la pineta ad essere ferita in modo devastante. Il mare è entrato dai varchi di accesso alla spiaggia, portando sabbia e mare in mezzo alla vegetazione. E anche il sale, destinato a seccare gli alberi ancora in piedi. Uno di questi è steso sulla spiaggia, un altro mostra le radici senza più un terreno su cui poggiarsi. Guardando dentro alla pineta si contano tanti, troppi, alberi morti. Alcuni sradicati, altri spezzati a metà fusto dalle raffiche di scirocco. Una ferita aperta, che fa male a chi ama questo luogo.
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