Gioco
Surimiko licenzia e trasferisce lavoratori «Richiami pretestuosi»
La Cisl attacca la proprietà giapponese dell’ex Dytech Tre dipendenti allontanati dallo stabilimento della Botte
SCARLINO
Una campagna intimidatoria nei confronti dei dipendenti: così la Femca Cisl ha definito il comportamento della Sumiriko Italy di Scarlino, ex Dytech.
L’azienda giapponese, che si trova in località la Botte, conta oltre cento dipendenti e rappresenta un’importante industria manifatturiera specializzata nelle produzione di tubi di alimentazione, aria condizionata, bocchettoni e altre componenti per case automobilistiche internazionali.
Femca oggi denuncia i licenziamenti arrivati a seguito di richiami: «Sembra di raccontare una storia vecchia di decenni – dice Gian Luca Fè, segretario della Femca Cisl Siena Grosseto – quanto sta avvenendo alla Sumiriko Italy è davvero incredibile». Una situazione che i sindacati hanno cercato di affrontare subito. «Dopo l’incontro annuale di qualche settimana, che si è tenuto nella sede di Confindustria Grosseto – denuncia Fè – la direzione ha messo in atto una vera e propria campagna intimidatoria nei confronti dei dipendenti: attraverso lettere di trasferimento a Chivasso, nel Torinese, dove ha sede un’altra azienda del gruppo o tramite lettere di licenziamento che sono arrivate a seguito di richiami e contestazioni pretestuosi e giustificati come necessari per la riorganizzazione aziendale. Il comportamento di queste ultime settimane – si chiede Fè – mostra forse la volontà di diminuire il proprio impegno sul territorio, colpendo i singoli dipendenti e senza una vera logica?».
Ad essere stati licenziati sarebbero tre dipendenti: ad uno di questi sarebbe stato prospettato un trasferimento e successivamente un’uscita incentivata, un altro avrebbe impugnato il licenziamento tramite avvocato e una terza, impiegata in amministrazione, sarebbe stata licenziata martedì. «I dipendenti della Sumiriko rischiano di veder sconvolta la propria vita da scelte immotivate e ingiustificate della direzione aziendale – aggiunge la Femca Cisl – e, per evitare anche il minimo contatto con gli altri colleghi, le persone licenziate vengono accompagnate ai cancelli con i loro effetti personali, come se avessero compiuto chissà quali gravi atti».
Il sindaco di Scarlino Marcello Stella, commenta: «Sono vicino ai dipendenti e mi metto a disposizione per degli incontri». Femca conclude: «Difenderemo le persone singolarmente nelle sedi opportune e continueremo a denunciare pubblicamente atteggiamenti che minano la dignità di chi da anni lavora responsabilmente e con grande senso di attaccamento in questa realtà». —
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