Sicurezza
Maremma Migliore, è caos Duello al veleno Pepi-Turbanti
Da ex compagni nel movimento a nemici politici, divisi su sicurezza e non solo «Siamo sempre stati favorevoli all’autostrada, l’assessore non lo ha dimostrato»
GROSSETO
«Essere accusati di familismo da chi è cognato dell’assessore e da chi percepisce stipendi dalla politica, mi sembra assurdo».
Volano stracci, in quello che resta del movimento Maremma Migliore. Il presidente Massimiliano Pepi spara a zero nei confronti dell’assessore Fausto Turbanti, un tempo espressione di Maremma Migliore, e dell’avvocato Roberto Baccheschi, che siede nel consiglio di amministrazione di Acquedotto del Fiora.
«Turbanti – dice Pepi tentando di spiegare le ragioni che hanno portato alla rottura tra il movimento e la maggioranza che governa il Comune di Grosseto – da tempo non porta più avanti le istanze di Maremma Migliore all’interno della giunta», e il tema non è solo quello della sicurezza. I dissapori, con Turbanti e con il sindaco Vivarelli Colonna, sembrano venire da lontano. Pepi cita il dibattito sull’autostrada tirrenica, quello dell’avvicendamento dei dirigenti, la questione del demanio marittimo e, naturalmente, la gestione della polizia municipale e del tema “sicurezza” su cui Maremma Migliore ha incentrato gran parte della propria campagna elettorale.
«Quando si è parlato di autostrada – dice – noi siamo stati l’unico gruppo a esprimersi a favore, senza se e senza ma, invece Turbanti, sui giornali, ha sostanzialmente detto che “finalmente” si era abbandonato il progetto autostradale».
Per quanto riguarda l’avvicendamento dei dirigenti, Maremma Migliore avrebbe voluto che l’amministrazione procedesse in modo deciso, invece tutto è rimasto fermo a come era prima delle elezioni. Sulla questione del demanio marittimo, il problema era quello che si era presentato per la modifica del regolamento. «Volevamo – spiega Pepi – maggiori tutele per le attività di kite surf che si svolgono vicino alla nella zona protetta di Fiumara, mentre l’amministrazione puntava a ridurre il carico antropico. Avevamo provato a far notare che una parte della modifica del regolamento era in contrasto con la normativa vigente, ma c’è voluto il ricorso al Tar delle associazioni sportive interessate per far capire che avevamo ragione». Ma in realtà «i primi problemi – dice ancora Pepi – si sono registrati già nell’agosto del 2016, con la creazione del nucleo della polizia municipale per la sicurezza: avevamo subito chiesto 12 persone, perché con solo 4 agenti è impossibile coprire il servizio, oggi ce ne sono 10, ma è stato un percorso estenuante, costellato di continui scontri, fino ad arrivare a comprendere che l’assessore Turbanti non ci rappresentava più».
Il coordinatore politico Umberto Casalini rincara la dose. «Volevamo – dice – cambiamenti strutturali nella polizia municipale, non iniziative spot: a oggi, per esempio manca un servizio h24 della sala operativa e abbiamo speso soldi per le telecamere che per molte ore non possono essere controllate. Non si doveva fare tutto subito, ma occorreva fare un piano assunzioni nel medio-lungo periodo, per arrivare a garantire tutta una serie di servizi per la sicurezza. Nessuno ci ha mai spiegato per quale motivo altri Comuni assumono, in estate, vigili a tempo determinato e Grosseto, invece, non può farlo». Insomma, con la maggioranza le trattative si sono chiuse male. Posizioni inconciliabili, e il direttivo di Maremma Migliore ha votato all’unanimità l’uscita dalla maggioranza. –
ENRICO PIZZI
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