Il Tirreno

Grosseto

Il mondo a testa in giù della Breakdown Project

SARA LANDI
Il mondo a testa in giù della Breakdown Project

È la scuola di breakdance all’interno di Odissea 2001 nata da Edoardo Bernardini «I ragazzi ballavano per strada, oggi fanno parte di una realtà consolidata» 

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GROSSETO

Grazie alla breakdance ha girato tutta l'Europa e vinto importanti contest, ma tutto è partito sedici anni fa dall'incontro con i “ragazzi della Standa”. Il grossetano Edoardo “Xedo” Bernardini ha 32 anni, metà dei quali trascorsi ballando. Grazie al progetto del Tirreno “La città che danza” sarà lui uno dei protagonisti del grande evento del 16 novembre per l'inaugurazione dei negozi e delle attività avviate in centro storico tramite il progetto Pop Up.

Il Tirreno lo ha incontrato nella sede della scuola di ballo Odissea 2001, prossima tappa del nostro viaggio tra le scuole di danza grazie ai voti che sta ricevendo dai lettori. Proprio dentro Odissea 2001 Edoardo Bernardini ha potuto dare vita a Breakdown Project, scuola di breakdance con corsi attivi tra le province di Grosseto e Siena. «Mi ha ispirato un video su Mtv - ricorda il ballerino e insegnante - rimasi affascinato dalla breakdance e in generale dalla cultura hip hop a tal punto che decisi di avvicinarmi ai ragazzi che si ritrovavano (e tuttora lo fanno) sotto i portici della Standa (al piano terra di Palazzo Cosimini, ndr) per ballare. Ricordo ancora quando dovevamo fare la colletta per comprare le pile dello stereo».

La Standa ha chiuso i battenti da tempo, oggi al suo posto c'è l'Oviesse, eppure il nome del gruppo resta sempre quello e sta alle “vecchie” generazioni spiegarne l'origine ai nuovi arrivi. «Tutto è cominciato lì, nel tempio della breakdance grossetana - dice Edoardo - poi ho viaggiato tanto e partecipato a progetti internazionali e dal 2007 ho iniziato la collaborazione con Odissea 2001, realtà storica del nostro territorio per qualunque tipo di disciplina del ballo e della danza. In questa scuola ho trovato grande amore e rispetto per la danza ed è uno dei motivi per cui ho scelto di restare a Grosseto e fare la mia parte per aiutare la città e i giovani a crescere».

In Breakdown Project lo affiancano due suoi allievi nel ruolo di assistenti: Denis Giron Florez (Big D) e Erik Fantoni (Ryk). «Con Erik – dice Edoardo - siamo appena rientrati dalla Polonia dove lui si è classificato al quinto posto dei campionati mondiali Ido di breakdance. È stata una grandissima soddisfazione». Oltre ai corsi, nella scuola c'è grande spazio per gli stage, con ospiti in arrivo dall'estero e i viaggi per partecipare ai vari festival e contest.

«Nel 2016 abbiamo portato a Grosseto per un workshop l'olandese Niek - dice Edoardo - lui è un vero fuoriclasse, è detentore di diversi titoli mondiali ed è famoso anche per aver ballato con Madonna. Inoltre negli anni passati abbiamo ospitato ragazzi dalla Palestina, dall'Austria e dalla Germania: sono periodi di scambio culturale in cui ci si allena e si vive insieme. Sono esperienze molto formative per tutti i ragazzi. Non dimentichiamo che la breakdance è soprattutto una danza sociale e di condivisione, tanto è vero che si balla in cerchio».

Questa situazione tipica del cerchio (detta in gergo cypher) verrà ricreata il 16 novembre nella piazza (ancora da definire) dove si esibiranno Xedo e i suoi bboys e bgirls (ragazzi e ragazze che ballano breakdance). Xedo ballerà in piazza portando con sé ragazzi di tutte le età e livelli di esperienza, così da rappresentare un po' tutte le anime del suo Breakdown Project. «La breakdance si può iniziare a 5 anni - dice Edoardo - e non c'è un limite massimo di età per praticarla». —

SARA LANDI

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