Sicurezza
Delibere 2009 sul personale Condannati dirigenti comunali
Abuso d’ufficio e falso: 2 anni a Bertocchi (segretario generale), 1 anno a Marelli L’accusa aveva chiesto pene molto superiori. Assolta l’ex assessora Stella
FOLLONICA
Due anni per Stefano Bertocchi, imputato in qualità di segretario generale del Comune di Follonica; un anno per Paolo Marelli, finito sotto accusa in qualità di responsabile del personale e dei servizi finanziari (per entrambi sospensione e non menzione); assoluzione (non ha commesso il fatto) per l’ex assessora alle risorse umane Francesca Stella; non doversi procedere per Eleonora Baldi, ex sindaca, deceduta nel corso del processo.
Questa la sentenza emessa ieri sera dal Tribunale (Giovanni Puliatti presidente, Giovanni Muscogiuri, Andrea Stramenga) al processo per gli abusi e i falsi ideologici fidefacenti relativi alle delibere di fine anno 2009 che riguardavano il personale comunale. Il collegio ha mitigato le richieste del pm Arianna Ciavattini - che aveva chiesto 3 anni e 9 mesi per Bertocchi e Marelli - ha riqualificato in falso materiale le accuse originarie ma ha negato le assoluzioni chieste per i due dirigenti («il fatto non sussiste»), assoluzione riconosciuta invece a Stella, per la quale la stessa pm aveva sollecitato il proscioglimento («non aveva voce in capitolo, non ha concorso al disegno criminoso, lambita marginalmente se non totalmente assente»).
Dura la requisitoria del pm che non ha risparmiato nemmeno Baldi. L’accusa, che si è detta comunque dispiaciuta di dover citare l’ex prima cittadina («ma è essenziale»), ha parlato di “pactum sceleris”, un accordo criminale, tra lei e Bertocchi. «Era a monte di tutto: fu uno scambio di favori, tu mi aiuti ad assumere a Follonica Noemi Mainetto (non imputata, ndr) che tanto ha fatto per la mia campagna elettorale, io ti aiuto con la nomina a direttore generale», incarico (con conseguente stipendio da 39mila euro) che il segretario generale non avrebbe potuto assumere per effetto della nuova normativa entrata in vigore dal 1° gennaio 2010. E da ciò era disceso tutto il resto, cioè i falsi e gli illeciti che avrebbero accompagnato l’attività amministrativa per alcuni mesi.
Per oltre un’ora, l’accusa ha rimesso in piedi date, documenti, mail. E soprattutto le irregolarità emerse a suo giudizio negli atti. Ha rilevato le sovrapposizioni e le differenze tra piano amministrativo e piano penale, ma ha comunque concluso per l’evidenza degli illeciti, specie quelli contestati a Bertocchi («in conflitto di interessi, platealmente incompetente ad adottare certi provvedimenti», interessato dall’aumento dello stipendio derivante dall’incarico poi assunto - avrebbe dovuto astenersi), «che non traballano affatto». Punto focale la delibera 292 del 2009 (conferimento a Bertocchi delle funzioni di direttore generale) da inquadrare nella riorganizzazione della pianta organica. L’attività illecita sarebbe consistita nel far retrodatare a prima del 31 dicembre quella delibera, che sarebbe stata sottoposta a «manipolazioni clandestine» da parte di Bertocchi e Marelli (la formazione definitiva è del 4 gennaio 2010). Mostrando la proposta di delibera 330, il pm ha evidenziato che «Bertocchi firma come responsabile del servizio personale quando invece il responsabile è Marelli; e poi come segretario generale», ritenendo come secondario il fatto che il parere sia stato espresso da un organo incompetente. Marelli e Bertocchi avrebbero illecitamente riscritto la parte riguardante la struttura di staff, compreso l’ufficio stampa. E ciò temporaneamente, fino al 31 marzo 2010, mettendo il tutto sotto la responsabilità di Bertocchi. Che non avrebbe avuto titolo a occuparsi di tale branca. Perché fino a quella data? Perché Bertocchi e Marelli avrebbero «confidato di chiudere la selezione per la mobilità a favore di Mainetto», previsione non rispettata a causa del ricorso di un escluso e del clamore («un can can») dato dalle opposizioni al caso; e perché entro quella data si sarebbe dovuto liberare il posto, già occupato da altra dipendente. Iter concluso nel luglio successivo con le delibere di conferma/sanatoria. La dottoressa Ciavattini ha riepilogato poi i passaggi della procedura di mobilità, con le perplessità della funzionaria incaricata, poi superate dalle modifiche apportate in materia di possesso del titolo di studio, con il punteggio zero attribuito al colloquio. «Ho lasciato che parlassero i documenti e ho utilizzato solo le testimonianze più significative», ha concluso il pm, che ha poi formulato le richieste di condanna e assoluzione.
Poi via alle arringhe difensive, con eccezioni sulle imputazioni e contestazioni delle accuse mosse: gli avvocati Laura Pacenti (per Stella), Carlo Valle ed Enrico Santinelli (per Marelli, il primo anche per Stella), Salvatore Salidu (per Bertocchi). Motivazioni entro novanta giorni, poi la presentazione degli appelli. —
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