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Volano stracci tra la vecchia e la nuova guardia del Pd

A.C.
Volano stracci tra la vecchia e la nuova guardia del Pd

Acceso incontro in casa Dem Il sindaco si toglie i sassolini «Sono pronto a collaborare  ma senza le pecore nere» Trombì abbandona la sede

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MONTE ARGENTARIO

«Sono pronto a collaborare con il Pd, ma non riceverò soggetti che hanno fatto parte di quella cordata che ha cercato mettermi i bastoni fra le ruote». L’ha detto il sindaco Franco Borghini nell’acceso incontro di ieri pomeriggio nella sede di Porto Santo Stefano del Pd. C’erano il capogruppo Pd del consiglio regionale Leonardo Marras. Ad aprire l’incontro i due nuovi segretari di circolo. «Cercheremo di collaborare con l’amministrazione – hanno detto Leonardo Bosa e Giorgio Rizzardi – Chiediamo al sindaco di far parte del nostro gruppo a dimostrazione di un percorso comune per risolvere i problemi dell’Argentario». Marras ha esordito dicendo che «non servirebbe ragionare sulla vita del Pd nell’ultimo anno. Di fronte a un risultato netto delle amministrative bisogna mettersi a disposizione della maggioranza. È giusto mettersi al lavoro, è il momento di attivarsi per un confronto con la Regione anche sulle questioni locali. Con Franco e Luigi Bellumori andremo all’ospedale di Orbetello, la sanità pubblica è un tema fondamentale». Il dibattito si è spostato sulle vicende che hanno caratterizzato il Pd nell’ultimo periodo, partendo dalle 75 tessere fino ad arrivare alla candidatura del segretario Giuseppe Trombì con Luigi Scotto, nonostante il precedente direttivo avesse deciso di sostenere Borghini. E il sindaco si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. «È stato ignobile il comportamento di alcune persone – ha detto – Trombì, candidandosi con Scotto, ha fatto in modo di mettere il marchio Pd sulla scatola del perdente. Accetto l’adesione del vero Pd alla mia amministrazione, ma voglio chiarezza e voglio capire chi a Grosseto ha permesso di fare le tessere». Trombì ha deciso di lasciare l’assemblea in anticipo durante il discorso del sindaco. «Prendo atto dell’investitura da parte del partito – ha detto in separata sede – Non sono potuto rimanere visto l’attacco diretto che ho ricevuto dal sindaco. Mi è sembrato un atto premeditato che vanifica i miei sforzi di unificare il partito. Deciderò cosa fare, visto che le mie intenzioni erano diverse». —A.C.

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