Gioco
Trentamila euro per sistemare il tetto dell’antico frantoio
È originale del 1700 e i lavori saranno finanziati con i soldi dei canoni minerari Non sarà soltanto un museo ma un centro con attività legate al mondo agricolo
MASSA MARITTIMA
Lo scorso anno quella di recuperare l’antico frantoio massetano era solo una proposta; oggi l’idea è diventata realtà: il Comune ha stanziato circa 30mila euro per il recupero del bene. Soldi, arrivati dai canoni minerari, che serviranno al recupero del tetto dell’edificio, bisognoso da tempo di un restauro.
Il frantoio, un originale del 1700, si trova nel terziere di Cittanuova. Nell’ambiente è ancora presente la grande ruota motrice a trazione animale, la macina in granito e tutti gli strumenti che servivano per la produzione dell’olio: grazie ad un meccanismo di amplificazione composto da quattro ruote a pioli ad ogni giro del mulo corrispondevano quattro giri della macina.
Un modello che riprende il prototipo ideato da Leonardo Da Vinci e che è rimasto in attività fino al secondo dopoguerra. Dopo anni di disuso il macchinario è stato poi restaurato nel 1990, e l’edificio è stato inserito nel sistema museale di Massa Marittima. Nel 2004 è poi entrato a far parte della rete provinciale Musei di Maremma ma nel 2009, per via di un grave problema strutturale al solaio, il piccolo museo, che ogni anno poteva contare circa 2000 visitatori, è stato chiuso.
Con i 30mila euro disponibili il problema sarà però presto risolto. «Si tratta di un pezzo del patrimonio del Comune e come tale va preservato – spiega il sindaco Marcello Giuntini – con questo intervento si prevede la messa in sicurezza dei solai e del tetto, poi saranno necessari altri lavori ma credo che concluderemo tutto nel giro di pochi mesi».
L’idea è quella di riaprire il frantoio nel 2019, non più con la sola funzione di museo ma magari anche come luogo dove valorizzare l’olio prodotto localmente dalle aziende massetante: «Ci auspichiamo una riapertura entro il 2019 – spiega l’assessore Marco Paperini – serviranno anche alcuni interventi agli impianti e alla struttura interna ma dovremmo riuscire a fare tutto in poco tempo».
Una delle idee è poi anche quella di inserire il bene all’interno dell’Art Bonus, il progetto che prevede uno sconto fiscale per chi decide di investire nel patrimonio artistico pubblico italiano. Un modo per recuperare un’ulteriore somma da destinare al recupero del bene comunale. «Credo che sia importante guardare al vecchio frantoio nell’ottica culturale ma anche in quella della promozione delle tipicità locali – continua Paperini – Come museo non portava molti visitatore ma guardandolo sotto il punto di vista della sua tipicità il vecchio frantoio potrebbe essere utilizzato per valorizzare l’olio. Quindi farne non solo un museo ma anche un centro con varie attività legate al mondo agricolo con un allestimento più accattivante e magari anche multimediale» conclude Paperini. —
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