Il dolore
Rapinatore incastrato dalle orecchie a sventola
Il suo complice era rimasto chiuso nella bussola della banca e arrestato, lui era riuscito a scappare: preso dai carabinieri
FOLLONICA
È finita la fuga di Salvatore Allegra, il secondo uomo che i carabinieri di Follonica stavano cercando dal 19 luglio, quando era riuscito a sfuggire all’arresto dopo aver rapinato la Banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci in via Fratti. Era il secondo colpo che metteva a segno, insieme al suo complice, nella stessa banca: la prima volta, i due si erano presentati nella filiale il 4 maggio ed erano riusciti a fuggire con 22mila 855 euro. La seconda volta invece, Sapia era stato fregato dalla bussola della banca: era rimasto incastrato nella porta scorrevole, dove lo hanno preso i carabinieri arrestandolo in flagranza. Allegra invece, era riuscito a scappare.
Una volta portato in carcere, interrogato dal giudice per le indagini preliminari, Sapia aveva ammesso le proprie responsabilità ma non aveva voluto dire chi fosse il suo complice. Le indagini dei carabinieri della città del golfo, coordinate dal sostituto procuratore Valeria Lazzarini, sono andate avanti e pochi giorni fa il giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del ragazzo, che ha 27 anni e che vive a Catania, da dove era partito con il suo complice per svaligiare la banca.
Allegra è stato riconosciuto grazie a una particolarità: le sue orecchie a sventola, notate dai dipendenti dell’istituto di credito e immortalate anche dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della banca. Immagini che sono state confrontate con quelle pubblicate dal ragazzo su Facebook. «Alcune caratteristiche somatiche sono inequivocabili - scrive il gip Mezzaluna nell’ordinanza di custodia cautelare, che è stata eseguita dai carabinieri di Fontanarossa a Catania - la particolare forma allungata del cranio, la conformazione della capigliatura, il naso, la forma delle labbra e sopracciglia e le caratteristiche orecchie a sventola».
Non c’è ovviamente soltanto il riconoscimento fotografico: c’è soprattutto la ricostruzione di tutto quello che è avvenuto dal 18 luglio, il giorno prima della rapina, alla fuga del ragazzo. Carlo Sapia, il giorno precedente, era stato fermato poco dopo le tre del mattino all’aeroporto di Catania dove era arrivato con un’auto presa a noleggio. Con lui viaggiavano un altro uomo, che si è poi imbarcato su un volo per Bologna e Allegra. Una volta lasciato l’amico all’aeroporto i due sono salti sull’autostrada, hanno forzato il casello di San Gregorio in direzione Messina e hanno poi disattivato il sistema di tracciamento antifurto dei veicolo che è stato poi ritrovato il 7 agosto a Massa Marittima. Nell’auto i due avevano lasciato anche il biglietto di imbarco sul traghetto da Messina a Villa San Giovanni, delle 5,05 del giorno precedente alla rapina.
I carabinieri del Ris, poi, hanno messo il carico da novanta sui gravi indizi che portavano al ventisettenne: le impronte digitali lasciate nel dispositivo della banca. Per entrare nella filiale infatti, Salvatore Allegra aveva dovuto appoggiare il polpastrello del suo dito sul sensore e contestualmente mostrare il volto alla videocamera. A differenza del suo complice, aveva agito a volto scoperto. Ora è in carcere. —
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